«Non toccate la vecchia ferrovia della Sangritana»

LANCIANO. «No a qualsiasi ipotesi di smantellamento della vecchia ferrovia Sangritana». Lo afferma il Cesmot, Centro studi sulla mobilità e i trasporti, inserendosi nella polemica sul rischio di...
LANCIANO. «No a qualsiasi ipotesi di smantellamento della vecchia ferrovia Sangritana». Lo afferma il Cesmot, Centro studi sulla mobilità e i trasporti, inserendosi nella polemica sul rischio di scomparsa del logo Sangritana sollevata nei giorni scorsi dal sindaco Filippo Paolini. «Sono anni che l'azienda è confluita nella nuova società Tua», dice Omar Cugini, presidente Cesmot, «non solo non esiste più il marchio Sangritana, ma non esiste più nulla della storica e grande rete progettata oltre 100 anni fa dalla mente illuminata dell'ingegner Besenzanica. Tra il 2006 e il 2007 è stata, infatti, totalmente dismessa la linea San Vito Marina-Lanciano-Castel di Sangro, mentre le tratte Archi-Atessa e Crocetta-Ortona erano già defunte dal 1973 e dal 1982. In cambio i pendolari hanno avuto una nuova, e costosa, linea che parte alla periferia di Lanciano e, dopo aver tagliato fuori tutti i centri abitati, raggiunge la nuova stazione Rfi. Con una percorrenza inferiore di circa 3 minuti rispetto alla vecchia linea. La montagna che ha partorito il topolino! Inoltre», continua Cugini, «per arrivare alla nuova, moderna e sovradimensionata stazione di via Bergamo occorre ora prendere un “ecologico” autobus o il mezzo privato, visto che dista dal centro città oltre un chilometro e mezzo».
Per il Cesmot, Paolini «invece di sprecare tempo dietro al mantenimento di un nome» sarebbe dovuto correre «in Regione a chiedere come mai, ad esempio, non si interviene per riaprire la tratta per Marina di San Vito che, tra l'altro, sarebbe raggiungibile anche dalla nuova stazione. O magari avrebbe potuto chiedere come mai si siano spesi soldi dei contribuenti regionali per unificare le due stazioni di Castel di Sangro, sebbene la linea Fs sia chiusa da anni al servizio ordinario per volontà della Regione, o per realizzare la linea Sevel-Archi, dove i lavori di completamento vanno avanti con lentezza da anni». «Caro sindaco», puntualizza Cugini, «è la nostra associazione, che da sempre si batte in favore di una mobilità sostenibile, a gridare “Giù le mani dalla ferrovia”. Noi restiamo fermamente contrari a qualsiasi ipotesi di smantellamento, ad esempio per realizzare una ciclabile sul sedime ferroviario, e riteniamo che sia possibile un suo rilancio anche in chiave turistica, ricordando che l'allora Sangritana, con il “Treno della Valle”, fu tra le prime aziende a proporre un servizio ad hoc dedicato al turismo, senza dimenticare che l'iniziativa potrebbe essere ripetuta anche in inverno per raggiungere le nevi di Roccaraso. Senza dimenticare che in deposito a Lanciano è custodita una storica locomotiva a vapore, praticamente unica in Italia. E che sarebbe possibile sfruttare il vecchio sedime della ferrovia adriatica, abbandonato dopo il raddoppio e lo spostamento a monte, per realizzare un tram-treno costiero che possa liberare l'incantevole Costa dei trabocchi da traffico e parcheggio selvaggio».
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