Non va a testimoniare in aula Pupillo multato dal giudice

23 Ottobre 2016

LANCIANO. Multato per non essersi presentato come testimone ad un processo. È successo al sindaco Mario Pupillo (nella foto), sanzionato per non essersi presentato all’udienza penale in cui doveva...

LANCIANO. Multato per non essersi presentato come testimone ad un processo. È successo al sindaco Mario Pupillo (nella foto), sanzionato per non essersi presentato all’udienza penale in cui doveva fornire testimonianza dopo regolare notifica della citazione. Il giudice Andrea Belli, applicando la legge, ha così multato, di 200 euro, il sindaco “smemorato” per mancata comparizione. E volendo avrebbe potuto anche imporre l’accompagnamento coatto alla prossima udienza, ma si è “limitato” alla multa. L’episodio colpisce perché il sindaco, non solo era testimone del pubblico ministero, ma è anche parte civile del processo che riguarda uno dei presunti dipendenti assenteisti del Comune che lui stesso ha contribuito a mandare a giudizio. Uno dei 5 casi approdati nelle aule penali (il primo si è chiuso alcuni giorni fa con l’assoluzione del dipendente) dopo la denuncia del primo cittadino.

Nel 2014 Pupillo sorprese questi dipendenti a fare altro durante le ore di lavoro e soprattutto con il cartellino non timbrato dell’uscita. Da qui l’inchiesta della Procura che ha portato alcuni a processo per truffa. In questa udienza si discuteva del caso della dipendente sorpresa a camminare lungo via Salita della Posta in un orario in cui avrebbe dovuto essere in ufficio e, comunque, senza aver timbrato l’uscita da lavoro. Venticinque minuti di uscita durante i quali, secondo la difesa, la dipendente era andata per lavoro alle Poste. In aula serviva la testimonianza di Pupillo che l’aveva incontrata. Visti i numerosi impegni da sindaco e da presidente della Provincia si sarà certamente dimenticato dell’appuntamento in tribunale, una distrazione che però gli costerà 200 euro. L’udienza è stata aggiornata al 20 aprile 2017: il sindaco dovrà appuntarsi bene la data per non incorrere poi nell’accompagnamento coatto. (t.d.r.)

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