Non vaccinati 470 infermieri: ora rischiano di essere sospesi

30 Dicembre 2021

Partono le diffide: per gli inadempienti scatterà immediatamente anche il blocco dello stipendio Il presidente dell’Ordine professionale: «Numero elevato, ma in tanti si stanno mettendo in regola» 

CHIETI. Sono 470 su un totale di 3.350 gli infermieri della provincia di Chieti non in regola con la vaccinazione anti-Covid: rischiano di essere sospesi e di rimanere senza stipendio nel giro di pochi giorni. Un piccolo esercito di renitenti al vaccino che rappresenta circa il 14% del numero complessivo degli iscritti all’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi), che – via posta elettronica certificata – ha già spedito una diffida agli inadempienti.
LE NUOVE REGOLE
Il decreto legge entrato in vigore lo scorso 27 novembre, infatti, dispone l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per chi esercita le professioni sanitarie e, a partire dal 15 dicembre, della somministrazione della terza dose di richiamo. Lo stesso decreto ha attribuito agli ordini professionali la funzione di accertare il rispetto della norma. Così sono scattati i controlli attraverso la piattaforma nazionale Dgc, ovvero il sistema informatico per l’emissione, il rilascio e la verifica delle certificazioni verdi. Gli iscritti che non sono risultati in regola, dopo aver ricevuto la lettera degli ordini professionali, devono rispondere entro cinque giorni e hanno davanti alcune strade per evitare l’avvio del procedimento che porta alla sospensione. La prima: vaccinarsi subito e inviare la documentazione. La seconda: dimostrare di essere in possesso dell’attestazione del medico di medicina generale relativa all’omissione o al differimento dell’obbligo vaccinale, ad esempio in caso di patologie per le quali il vaccino è controindicato oppure qualora si sia guariti dal Covid. Un’altra opzione è presentare la richiesta di vaccinazione, che va comunque eseguita entro un massimo di venti giorni dalla notifica della lettera.
LE SANZIONI
Nei confronti di chi non si metterà in regola, anche con riguardo alla dose di richiamo, sarà adottata l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie con la relativa annotazione nell’albo professionale. Del mancato adempimento dell’obbligo vaccinale verrà data comunicazione alla federazione nazionale e al datore di lavoro, che non potrà permettere al sanitario di rimanere in servizio, dato che l’iscrizione all’albo è requisito indispensabile per esercitare una professione sanitaria, con conseguente blocco dello stipendio. Per la revoca della sospensione è necessaria la comunicazione dell’avvenuta immunizzazione da parte dell’iscritto.
IL COMMENTO
«Il numero degli infermieri non vaccinati è ancora piuttosto elevato nella nostra provincia», spiega Giancarlo Cicolini, presidente dell’Opi. «Al tempo stesso, però, va specificato che molti colleghi al momento inadempienti si stanno mettendo in regola. Siamo fiduciosi che, nel giro di pochi giorni, tanti altri completeranno il ciclo vaccinale. È fondamentale la sinergia con tutti gli ordini professionali affinché ci sia un’azione congiunta a tutela dei pazienti e dell’intero sistema sanitario nazionale».
I CONTROLLI
In questi giorni proseguono anche i controlli dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Pescara, competenti in tutto l’Abruzzo, sul possesso del Green pass da parte degli operatori sanitari. Già numerose le irregolarità riscontrate.
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