Nonna ammazzata con le botte a Bomba, il gip lascia il nipote in carcere

Respinta l’istanza di remissione in libertà presentata dalla difesa di Emilio Teti, 40 anni. Il difensore: il mio assistito nega le percosse, l’ho trovato sincero e ho fiducia nelle indagini
BOMBA. Il Gip del tribunale di Lanciano ha respinto l’istanza di scarcerazione per Emilio Teti, il quarantenne accusato di aver provocato con le botte la morte della nonna, Eliane Grimount, di 95 anni. La richiesta era stata formulata da Marcella Rossi, difensore dell’accusato, dopo l’interrogatorio di garanzia di quest’ultimo. Resta nel carcere di Lanciano quindi l’uomo Bomba sul quel pendono gravi accuse: omicidio aggravato e maltrattamenti. Secondo le indagini la morte dell’anziana sarebbe stata causata dalle percosse inflitte da suo nipote che continua a professarsi innocente. «Il mio assistito», sostiene l’avvocato Rossi, «nega nel modo più assoluto di aver percorso la nonna. L’ho trovato sincero e sono fiduciosa nell’accertamento di come sono andati realmente i fatti».
I fatti si riferiscono allo scorso 23 ottobre quando Eliane Grimount, dopo essere stata ricoverata d’urgenza nell’ospedale di Lanciano, morì dopo poche ore. Le evidenti ecchimosi sul torace e sulle braccia hanno subito destato sospetto nei medici che hanno informato i carabinieri che in seguito a indagini-lampo arrestarono il nipote della 95enne, Emilio Teti, su richiesta del pubblico ministero Rosaria Vecchi che chiese e ottenne l’arresto dal gip Massimo Canosa.
La famiglia Teti risiede a Bomba, nel centro storico. L’anziana deceduta e sua figlia, madre dell’accusato, sono di nazionalità francese. Il padre dell’accusato, muratore, è deceduto alcuni anni fa. Ultimamente la famiglia ha trovato sostentamento economico dalla pensione della nonna, anche se il fratello di Emilio, che vive nello stesso nucleo familiare, svolge dei lavori saltuari. Secondo quando appreso, l’arrestato in passato sarebbe stato seguito dagli assistenti sociali per alcuni disagi.
L’esame autoptico sul corpo dell’anziana avrebbe confermato ciò che era già stato appurato in sede di esame esterno, cioè sono presenti delle lesioni a livello toracico e dell’arto superiore sinistro. La vitalità delle lesioni porta a pensare che siano di tipo traumatico. L’anatomopatologo Pietro Falco, ha eseguito dei prelievi di organi e di liquidi biologici per completare il mosaico dell’indagine. All’autopsia ha assistito anche il dottor Raffaele Ciccarelli, consulente di parte. «Gli elementi che sono stati acquisiti durante l’autopsia», afferma l’avvocato Rossi, «sono ancora al vaglio dei medici legali. Non sono state trovate né fratture interne né lesioni interne corrispondenti a quelle ecchimosi che probabilmente si giustificano con un difetto di coagulazione di cui soffriva la nonna del mio assistito». Per la Procura e i carabinieri, però, sarebbe stato il nipote a causare quelle lesioni e quindi la morte, perché non sopportava più di dover accudire la nonna che era stata dimessa, da un paio di settimane, dalla casa di riposo di Bomba in quanto la famiglia non era più in grado di pagare la retta.
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