Nonna Maria Vincenza spegne 106 candeline

Cibo genuino, poco vino e lavoro all’aria aperta nei campi il segreto della sua longevità
LANCIANO. Cibo genuino, pochissimo vino, carne e uova da allevamento "casalingo" e lavoro all'aria aperta, chinando la schiena sui campi e sporcandosi le mani di terra. Non sarà la "ricetta" adatta a tutti, ma è questo il segreto di Maria Vincenza Ricchiuti che il 14 dicembre scorso ha compiuto ben 106 anni. Un traguardo di cui lei stessa, ancora attiva a parte qualche acciacco alla vista e all'udito, si stupisce.
A festeggiare Maria Vincenza il 20 dicembre si è unita tutta la famiglia. La super nonna è nata nel 1909 a Lama dei Peligni e nelle sue 106 primavere ha visto farsi uomini tre figli, e diventare grandi 8 nipoti e 9 stranipoti. E' cresciuta in fretta senza la mamma, ha pianto la casa di famiglia distrutta dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale, si è sposata giovanissima e ha impastato forse quintali di farina di grano e di mais per un esercito di familiari.
Suo marito per dire, originario di una contrada di Lama, aveva nove fratelli e sorelle. Una coppia di ferro la loro, interrotta però dalla morte del marito che per anni ha lavorato in miniera e ha contratto la silicosi, lasciando Maria Vincenza poco prima che lui compisse 80 anni. Eppure tra i due la più fragile doveva essere lei, così minuta e così gentile. Suo marito le diceva che sembrava una foglia d'autunno, sempre in procinto di volare via alla prima folata di vento.
E invece è rimasta salda al suo albero familiare Maria Vincenza e ancora oggi alterna tre mesi a Lanciano, a casa del figlio Nicola Di Florio, 72 anni, e tre mesi a Lama, accudita dalle amorevoli cure di sua nuora. «E' stata una mamma dolce, amorevole e ci ha dato sempre tutto quello di cui avevamo bisogno» commenta Nicola «una donna dolce, sempre gentile, che amava darsi da fare per la famiglia. Impastava fino a qualche anno fa». I nipoti oggi chiedono a Maria Vincenza di regalare loro un "gene della longevità", lei sorride, scrolla le spalle e dice : «Non so come ho fatto ad arrivare fin qua, non lo so proprio, ma sono contenta».d.d.l.)

