Nonno stalker indagato a 83 anni «Così perseguita i vicini di casa»

L’anziano non rispetta il provvedimento del giudice che lo obbliga a rimanere distante dalle vittime E imbuca nella cassetta postale dei rivali una lettera piena di invettive. Ora rischia la condanna
CHIETI. Stalker incallito a 83 anni. Succede a Ortona, nella frazione di Villa Caldari, dove un pensionato – già indagato dalla procura di Chieti per atti persecutori – ha continuato a vessare due parenti. Al punto tale che il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha deciso di contestargli anche il reato di «violazione del provvedimento del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa», punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. A occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della stazione di Ortona.
Il copione, così come l’epilogo, è di quelli tristemente visti in tante storie di vicini di casa ai ferri corti. Quello che colpisce, in questa vicenda, è l’età del principale protagonista. La diatriba con i familiari è andata avanti per parecchi anni. Il nodo del contendere? Le proprietà, i confini. La roba, per dirla come Giovanni Verga. Finché, almeno secondo l’accusa, si è ben oltre superato il limite della normale sopportazione, tra pedinamenti, intimidazioni continue e persino minacce di morte. A quel punto le due vittime hanno presentato in caserma una denuncia, sfociata nel provvedimento – firmato dal giudice per le indagini preliminari – che ha imposto all’83enne di mantenere una distanza dalle vittime «non minore di cento metri, salva la possibilità di raggiungere la propria abitazione, direttamente e senza alcun contatto, neppure verbale, con gli occupanti dell’altra casa». Il problema è che l’indagato, sempre in base alle contestazioni, se n’è bellamente infischiato. Tant’è che lo scorso aprile ha violato l’ordinanza del tribunale di Chieti, lasciando nella cassetta postale delle vittime una lettera piena di invettive.
Da qui, il nuovo avviso di garanzia. Ora l’anziano ha venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogato. Poi la procura deciderà se sollecitare il rinvio a giudizio del nonno stalker.
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