«Nostro dovere è fornire soluzioni»

3 Aprile 2015

I segretari Rapino, Zappalorto e Di Cola: ora serve un progetto

ATESSA. «Ci sono settori convinti che la città di Atessa non sia in grado di raccogliere la sfida dell'innovazione, del cambiamento, della rigenerazione del suo presidio ospedaliero. Noi la pensiamo in modo diametralmente opposto e siamo anzi convinti che proprio Atessa abbia le forze per raccogliere questa sfida e dimostrare che cambiare è possibile». Lo affermano Marco Rapino, segretario regionale del Pd, Chiara Zappalorto, segretaria provinciale Pd Chieti e Andrea Di Cola segretario Pd cittadino, intervenendo sul futuro del presidio di Atessa. «L’Abruzzo ha il compito di uscire dal commissariamento della sanità nel quale altri l’hanno spinto e lo sforzo di questa giunta regionale è quello di non abbandonare nessun territorio. Per il presidio di Atessa il programma Lorenzin prevede nuovi compiti e responsabilità, cosa nota da almeno un anno e nessuno può dire di non sapere. Il vero punto è che ci sono amministratori che, pur sapendolo, si sono rifiutati di fermarsi a ragionare con l’assessore Paolucci che ha la “colpa” di aver detto la verità sin dall'inizio. Ora sediamoci e riflettiamo sul futuro di questo presidio e su come lo immaginiamo. Serve un nuovo progetto che permetta e garantisca a tutto il personale di Atessa di rimanere ad Atessa». I tre segretari danno poi una stoccata accumunando il sindaco Cicchitti e Giulio Borrelli. «Guardare al futuro è nostro dovere, è un nostro obbligo fornire soluzioni e rientra nelle capacità di ognuno di noi elaborare prospettive, piaccia o no a chi non ne ha avute fino ad ora, piaccia o no a Cicchitti e Borrelli». (m.d.n.)