Nove mesi di contagi, resta l’allarme focolai

31 Dicembre 2020

Il primo caso in città scoperto a marzo: adesso i positivi sono 140, aumentano ancora le guarigioni

VASTO . Tre marzo 2020: a Vasto viene accertato il primo caso di coronavirus. È un giovane professore di fisica. La città è costretta a fare i conti con il Covid. Da quel giorno Vasto ha contato 589 residenti contagiati e 9 morti. Attualmente i positivi attivi sono 140. A periodi di relativa tranquillità, Vasto ha alternato giorni di grande preoccupazione. È accaduto a maggio scorso quando la partecipazione di alcuni vastesi al funerale in Molise di un rom morto di Covid, ha scatenato contagi e costretto le autorità a mettere in isolamento un intero palazzo e a disporre il presidio di altri due condomini.
Dopo un’estate serena, durante la quale il virus sembrava aver perso vigore, è scattata una nuova emergenza in autunno: il 21 settembre è morto un dipendente della Pilkington di 60 anni. A nulla sono valsi i disperati tentativi dei medici di Pescara di tenerlo in vita. Da quel momento, il numero dei contagi ha ripreso a salire in tutto il Vastese. La presenza di studenti positivi ha obbligato i dirigenti scolastici ad adottare misure di prevenzione fino a quando il governo non ha disposto la sospensione delle lezioni negli istituti superiori.
Il virus ha creato problemi anche in tribunale: il contagio di alcuni avvocati ha obbligato il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, a sospendere per due volte l’attività. Nemmeno i politici sono stati risparmiati dal contagio: tra loro il segretario provinciale del Pd, Gianni Cordisco che ha deciso di usare la propria esperienza per aiutare gli altri. Cordisco si batte affinché anche Vasto, come Lanciano e Ortona, abbiano una postazione drive in per i tamponi.
Nel frattempo, il coronavirus ha infierito nei piccoli comuni: i sindaci di Scerni, Palmoli, Gissi hanno dovuto adottare severe misure riuscendo a fermare il contagio divenuto preoccupante. A ottobre il virus ha attaccato gli anziani: il primo focolaio è stato scoperto il 12 ottobre nella rsa San Vitale. Nella struttura ora la situazione è tornata tranquilla. Preoccupa ancora, invece, il focolaio scoppiato una settimana fa nella rsa dell’istituto San Francesco: tre gli anziani deceduti e fra loro c’è Anche Antonio D’Alessandro, padre del consigliere comunale Davide. Il consiglieri ieri ha contestato la formula «non ha resistito al Covid per malattie pregresse»: «L’unica malattia pregressa di mio padre erano i 96 anni», ha detto, «Questo Covid, per le povere persone che hanno o non hanno malattie pregresse, dev’essere per forza una sorta di calamità naturale? Chi l’ha detto? Non sarebbe forse meglio interrogarsi sulle ragioni che hanno generato evidenti focolai?». (p.c.)