Nuova bocciatura per il Mirò, ora sui negozi decide la Regione

Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso presentato dalla Sile: «Legittimo l’annullamento dei titoli edilizi» Il caso torna al Comitato Via per l’ultima pronuncia. Febbo: «Quell’intervento non può andare avanti»
CHIETI. Arriva l’ennesima bocciatura per il parco commerciale Mirò che doveva sorgere a un passo da Megalò. In attesa del nuovo giudizio del comitato regionale per la valutazione dell’impatto ambientale di domani, giovedì scorso il Consiglio di Stato ha rigettato il nuovo ricorso della società bergamasca Sile, proprietaria del terreno vicino al fiume Pescara su cui dovevano aprire i nuovi negozi. In attesa del Comitato Via, prende posizione il capogruppo regionale di Forza Italia Mauro Febbo, per cui «non ci sono i presupposti per portare avanti il progetto».
NUOVA SENTENZA Giovedì scorso il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso della Sile Costruzioni per la revoca della sentenza del Consiglio di Stato del 12 ottobre scorso, che a sua volta confermava la sentenza del Tar del 7 marzo 2019 con cui è stato bloccato il cantiere vicino al fiume Pescara. «Con tale sentenza», ricorda il Consiglio di Stato, «il Tar, adito dalla Regione Abruzzo, aveva annullato la decisione finale della conferenza di servizi del Comune di Cepagatti, con cui era stato espresso l’assenso alla voltura, a favore della Sile, dei titoli edilizi originariamente rilasciati alla società Sirecc per il completamento del centro commerciale». Contro la sentenza del Tar, Sile aveva ricorso al Consiglio di Stato, ma non essendo riuscita a ottenere ragione, è ricorsa nuovamente al Consiglio di Stato chiedendo la revoca della sentenza dell’ottobre scorso. Di qui la sentenza di giovedì scorso in cui i giudici dichiarano il ricorso «inammissibile».
VIA POSTUMA Dopo lo stop al Consiglio di Stato, adesso alla Sile non resta che sperare nella nuova richiesta di autorizzazione al Comitato Via a cui a chiesto una Via postuma, ritenendo viziato l’iter procedurale. Sile chiede, dunque, una sorta di sanatoria per i manufatti in cemento già realizzati. L’istanza è stata presentata il 26 maggio scorso a seguito della redazione di un nuovo studio di impatto ambientale realizzato dall’ingegner Emanuele Albrigi per conto di Massimo Locatelli della Sile. La società ricorda le autorizzazioni del 2012, con il parere positivo del Via e il provvedimento di compatibilità ambientale e i conseguenti permessi a costruire dei Comuni di Chieti e Cepagatti dati nel 2013 alla Sirecc, precedente proprietaria del terreno. Il procedimento, come è noto, si è stoppato al momento della voltura delle autorizzazioni dalla Sirecc alla Sile, che dalla Sirecc ha acquistato il terreno. Le autorizzazioni sembravano essere state rilasciate da una conferenza di servizi dei Comuni di Chieti e Cepagatti, tanto che sono sorti i primi edifici commerciali, poi stoppati dalla sentenza del Tar del 2019.
IL CONSIGLIERE FEBBO Il capogruppo forzista annuncia vigilanza sull’iter in corso: «Credo che il progetto del parco commerciale Mirò sia ormai definitivamente tramontato», dice, «ritengo insensato resuscitare un progetto che sin dalle prime battute ha mostrato di non avere le gambe per andare avanti, ancor di più oggi alla luce degli ultimi accadimenti in Germania e Belgio. Nel frattempo continuerò a vigilare, come fatto in questi anni, affinché siano rispettate tutte le disposizioni normative anche in considerazione del fatto che la Regione Abruzzo ha ritirato tutte le autorizzazioni certificando, chiaramente, l’impossibilità di portare a termine la costruzione del parco commerciale. Chiaramente, se l’esito della decisione del Comitato Via dovesse essere quello auspicato, si dovrà affrontare definitivamente anche la problematica dei manufatti che sono stati realizzati in difformità e senza autorizzazioni».

