Nuova Carichieti-Ubi, si tratta per l'uscita di 69 lavoratori

Entrano nel vivo le trattative tra la banca e i sindacati in vista della fusione per incorporazione della banca abruzzese. Il 21 marzo probabile accordo con Unisin
CHIETI. «Entrano nel vivo le trattative tra Banca e Sindacati propedeutiche alla fusione per incorporazione di Nuova Carichieti in Ubi». Lo rende noto il sindacato Unisin aggiungendo che nelle «due giornate di ieri ed oggi l'azienda ha fornito una serie di indicatori numerici sull'andamento della Banca e sui costi di gestione del personale. Sulla scorta di questi numeri le parti cercheranno un accordo per consentire, su base volontaria, l'accesso al Fondo di solidarietà per 69 lavoratori». Valerio Fabi, incaricato dalla Segreteria nazionale Unisin, il sindacato che conta il maggior numero di iscritti in Nuova Carichieti, registra con favore la conferma del criterio della volontarietà circa gli esuberi di personale individuati dall'azienda: «Il nostro sforzo si concentrerà ora nella richiesta di riduzione delle giornate di solidarietà, in previsione per il triennio 2016-2018 e sul mantenimento delle previsioni contrattuali in essere». «È scontato l'obiettivo di salvaguardare la valenza del territorio, le future prospettive economiche e l'intera struttura lavorativa e di presidio della Banca», afferma Francesco Di Domizio, segretario aziendale Unisin, ribadendo che le ripercussioni della precedente crisi dell'Istituto sono già ampiamente ricadute sulle lavoratrici e i lavoratori che hanno già sopportato una precedente riduzione di organico. Nuovo incontro martedì 21 marzo.

