Nuova De Meis: sveliamo le proposte

Il gruppo di studio raccoglie i suggerimenti delle associazioni per mettere su carta il progetto dell’ex caserma Bucciante
CHIETI. Luogo di lettura e consultazione su testi cartacei e computer, ma anche sogno a occhi aperti di una Chieti che si riunisce nel nome del sapere. E intorno al sapere progetta uno sviluppo economico che fa leva sul patrimonio ereditato dal passato, anche recente. Dal comitato per la nuova De Meis al Gruppo di studio, la biblioteca del terzo millennio che sarà ospitata nella dismessa caserma Bucciante prende già forma in un documento che disegna spazi e funzioni della "Cittadella della cultura", come le 70 associazioni l'hanno battezzata. Tutto è contenuto nella bozza di "La nostra nuova biblioteca: per un progetto di qualità", fascicolo elaborato dall'organizzatore del Gruppo Luigi Proietto e da Cinzia Di Vincenzo.
GRUPPO DI STUDIO. Su designazione del Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, ne fanno parte, oltre a Proietto e Di Vincenzo, Anna Crisante, Domenico Di Virgilio, Gerardo Sanità di Toppi, Paola Olivo, Grazia Panara, Ezio Burri, Giacomo Pisani, Gino Pala, Giovanna Basti, Rita Bartolommei, Giancamillo Marrone, Gregorio Di Luzio, Marco Ciammaichella, Ubaldo Iezzi, Gerardo Mosciano. I 15 hanno raccolto proposte in linea con le esperienze di provenienza dei sodalizi aderenti. Si mette l'accento ora sulla fruibilità del sapere a prescindere dal grado di istruzione di partenza, l'apprendimento reciproco tra generazioni, le nuove tecnologie, la biblioteca come punto di ritrovo informale all'insegna del relax. E dell'ex convento di Sant'Andrea si mette a sistema ogni spazio, compresi i giardini e le parti di architettura storica che verranno lasciate nel loro stato originario.
L'INVESTIMENTO. «In linea di massima», spiega Cinzia Di Vincenzo, «per la De Meis speriamo che siano disponibili 5 milioni di euro, pari a un terzo dei 15 milioni che lo Stato investe per valorizzare a Chieti, città pilota del progetto di nuovo demanio, la Bucciante e la Berardi che a sua volta si estende per circa il doppio dell'ex ospedale militare. Si tratta però di stime, visto che la Berardi sembra già in gran parte configurata per il ruolo di contenitore di uffici pubblici e quindi potrebbe richiedere meno modifiche, mentre per la biblioteca si tratterà in qualche modo di rivoluzionare spazi e impianti».
POST-BIBLIOTECA. La vecchia biblioteca devastata dal crollo va nell'album dei ricordi. La nuova sarà l'incontro di più strutture, quali il Museo universitario di Storia della scienza e della tecnica, la Pinacoteca, l'Archivio di Stato. Ma la stessa biblioteca cambierà volto con l'ingresso della conoscenza multimediale, audiovisivi su supporto elettronico, libri che potranno essere consultati senza uscire dallo scaffale grazie alla digitalizzazione. La bozza del Gruppo elenca novità come «l'area wifi, un Auditorium polifunzionale con 200 posti, spazi espositivi ampi, officina-laboratorio attrezzata della tecnica e della scienza, bar e punto ristoro, area-shop specializzato per gadget culturali e turistici, pannello luminoso degli eventi e delle manifestazioni con sezione locale, nazionale, mondiale disponibile anche online sul sito unico della Cittadella».
GIARDINO DI CONOSCENZA. L'esterno non sarà una zona a verde da affidare ai giardinieri, ma è al contrario parte fondamentale del progetto. «Aree verdi arredate e utilizzabili anche per piccoli concerti all'aperto, "Orto sociale" di educazione ambientale e culturale con annesso laboratorio del gusto dedicato alla cultura enogastronomica del territorio, come ha proposto Slow Food», annota Di Vincenzo, «sono alcune destinazioni delineate per gli esterni della nuova biblioteca, del resto già inserita nel complesso della Villa comunale. Abbiamo previsto spazi arredati per la lettura, piccoli simposi culturali, incontri di lettura e esibizioni dal vivo teatrali e musicale».
I BAMBINI. La Cittadella accoglierà tutti, a partire dai bambini. Tra le proposte, il Gruppo ha fatto sua, tra le altre, quella di Maria Antonietta Ciarciaglini, insegnante e portavoce dell'associazione «Da grande voglio crescere». «La biblioteca», propone, «dovrebbe assicurare uno spazio dedicato ai bimbi che sia confortevole, con tappeti e cuscini colorati, all'interno del quale programmare e svolgere laboratori di lettura, animazione e incontri interetà per una condivisione di esperienze tra genitori e figli».
ACCESSIBILITÁ. «Nel piano di adeguamento arhitettonico dell'edificio», anticipa Di Vincenzo, «una sezione importante è quella dell'accessibilità ai disabili. Simona Petaccia di "Diritti diretti", per esempio, ci ha sottoposto un vero e proprio progetto che realisticamente affonta la questione della fruibilità delle strutture pubbliche estesa alle categorie fisicamente deboli. Da Augusto D'Achille dell'Unione italiana ciechi (Uic)», prosegue la coredattrice del documento del Gruppo, «abbiamo ricevuto raccomandazioni sull'accesso del patrimonio librario a non vedenti e ipovedenti. Si va dai testi braille agli audiolibri, un settore in fase di grande sviluppo che peraltro gode già di finanziamenti autonomi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

