Nuova risonanza articolare al via

16 Dicembre 2022

Atessa. Alle 10.30 l’inaugurazione al San Camillo con l’assessore regionale Verì

ATESSA. Saranno inaugurati oggi alle 10.30 nell’ospedale San Camillo, la nuova risonanza magnetica articolare e i locali che ospiteranno i servizi del distretto sanitario trasferiti durante il periodo Covid. Sarà presente l'assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì. «Un ringraziamento particolare», dice Enrico Flocco, responsabile Uosd Pta Atessa, «va alla direzione strategica della nostra Asl, al presidente della Regione Marco Marsilio e agli assessori regionali Verì e Nicola Campitelli. La Regione ha previsto per il nostro ospedale circa 3.410.000 euro di finanziamenti e sono già stati effettuati interventi di circa 1.518.000 euro grazie agli importanti contributi economici forniti dai nostri imprenditori locali. Le somme finanziate previste serviranno per strutturare tutti gli ambienti da dedicare a ospedale di comunità, casa della comunità e nuova dialisi. Siamo in attesa della decisione del ministero sul riconoscimento dell'ospedale di area disagiata. Mi auguro che anche questa proposta che ho sempre sostenuto», conclude Flocco, «si possa concretizzare, consentendo la realizzazione di una delle più importanti strutture sanitarie ospedaliere di tipo misto. A breve saranno funzionanti l'ospedale di comunità e l'unità complessa di cure primarie».
Sul San Camillo il capigruppo di maggioranza, Giorgio Farina, e di minoranza, Angelo Sciotti, hanno presentato una mozione da discutere nel consiglio comunale del 20 dicembre. «Esprimiamo», dicono, «soddisfazione per i progressi compiuti nell’implementazione della medicina territoriale». Nella mozione i capigruppo impegnano il consiglio comunale a perseguire tutte le strade per avere in Atessa una strutta mista (presidio ospedaliero e presidio territoriale). «Senza un presidio ospedaliero (con pronto soccorso h24 con possibilità di ricovero in un reparto di medicina ospedaliera e senza un’area chirurgica per interventi programmati) la struttura», dicono, «sarebbe monca e sotto utilizzata». (m.d.n.)
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