Nuova rotta della diocesi «Più vicini al territorio»

ORTONA. Si sono chiusi nella basilica di San Tommaso apostolo i lavori della assemblea sinodale dell’arcidiocesi di Lanciano Ortona, impegnata nella redazione di un documento, inviato alla Cei...
ORTONA. Si sono chiusi nella basilica di San Tommaso apostolo i lavori della assemblea sinodale dell’arcidiocesi di Lanciano Ortona, impegnata nella redazione di un documento, inviato alla Cei (Conferenza episcopale italiana), sulle scelte fatte nella diocesi per arrivare ad una riforma della Chiesa, nei contenuti e nelle strutture, a partire già dal giubileo 2025, come chiesto da papa Francesco.
«Si è scelta una Chiesa diocesana che cammina insieme», spiega il vescovo Emidio Cipollone, «che condivide scelte pastorali che vengono dal basso, ascolta i bisogni del territorio e delle sue comunità, rafforza la rete di solidarietà e forma assieme laici, laiche, consacrati/e perché rispondano anche ai temi più complessi e scottanti dell’attualità e siano più vicini alla vita vissuta. Abbiamo così concluso la fase sapienziale del cammino sinodale voluto dal papa e avviato nell’estate 2021”. Un cammino composto di due fasi: narrativa e sapienziale. “La fase narrativa è durata due anni ed è stata divisa in due momenti”, riprende Cipollone, “quello dell’ascolto delle necessità della chiesa, e quello dei “cantieri di Betania” dove sono emerse le peculiarità della nostra diocesi che guarda ad esempio molto al momento della formazione giovanile perché si sta vivendo una sorta di scollamento dal mondo dei ragazzi. In questa fase è nata la Cappellania scolastica diocesana, che vuole accompagnare i ragazzi delle scuole superiori in una esperienza di fede pura e comunitaria. E’ una sperimentazionedi una comunità eucaristica senza confini che ad oggi, dopo due anni di discernimento, possiamo dire che è un vero e proprio germoglio sinodale, che può essere condiviso con le altre Chiese. A settembre 2023», prosegue il vescovo, «è iniziata la seconda fase, appena conclusa: sapienziale. È stato un momento di riflessione ulteriore sulle 5 vie indicate dalla Cei su cui calibrare il nuovo cammino della chiesa e per la nostra comunità sono due le vie scelte: missione e formazione». Che nei fatti porterà alla costituzione di un’equipe diocesana permanente e un Consiglio pastorale allargato, per una Chiesa che non subisca scelte che calino dall’alto. Porterà alla presenza dei referenti sinodali agli incontri delle zone Pastorali: la presenza laicale maggiore vuole permettere una connessione costante con i bisogni del territorio e delle sue comunità. Infine la formazione, esperienza di fede di una comunità in cui laici e ministri ordinati si formano insieme sia a livello biblico-teologico che antropologico-sociale per una qualificazione che risponde alla attualità, con una catechesi fresca, esperienziale, interattiva e coinvolgente, legata alla vita vissuta. Queste indicazioni per arrivare poi all’ultima fase, quella profetica, dove sarà la Chiesa di Roma a produrre testi concreti già dal giubileo 2025. (t.d.r.)
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