Nuova Tac ancora ferma: lavori bloccati in ospedale

30 Agosto 2019

Ispezione al San Pio di Smargiassi (M5S), presidente della commissione vigilanza «Manca la richiesta per adeguare i locali, il macchinario non entrerà in funzione» 

VASTO. La nuova Tac non potrà entrare in funzione a ottobre. Anzi, il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Pietro Smargiassi, ritiene che non entrerà mai in funzione. Le convinzioni dell’esponente dei pentastellati, responsabile della Commissione vigilanza della Regione, arriva dall’ispezione fatta al San Pio.
«La Tac», dichiara Smargiassi all'uscita dall'ospedale, «è ancora imballata. Ma, cosa ben più grave, nessuno ha chiesto l’autorizzazione alla trasformazione di una finestra in porta d’accesso nella sala che dovrebbe ospitare l'impianto. Mancano 40 giorni ad ottobre», sottolinea Smargiassi, «e dall'ultima riunione avuta a maggio nessuno ha mosso un dito. Le pareti in piombo che la Asl avrebbe dovuto abbattere per realizzare un locale idoneo ad ospitare la Tac sono ancora intatte. Il particolare che racconta la non volontà di far entrare in funzione la macchina è che non è stato presentato alcun progetto per la trasformazione dei locali né all'interno, né all'esterno. La stanza che avrebbe dovuto ospitare la Tac ha una finestra aperta sul vuoto. Tutto questo», insiste Smargiassi, «significa una sola cosa: la Asl non ha nessuna intenzione di attivare la Tac a Vasto».
Il consigliere regionale stigmatizza anche l'atteggiamento del "Comitato in difesa dell'ospedale San Pio": «È divenuto silente, anzi: assente».
L’odissea della Tac va avanti da quattro anni. Il macchinario venne acquistato attraverso una gara pubblica. Non è mai stato installato perché il luogo individuato necessita di una ristrutturazione per una spesa di 130 mila euro. Oltre alle pareti da abbattere e alla realizzazione di una porta, bisognerebbe potenziare ulteriormente la cabina elettrica e occorrerebbe un investimento di 300mila euro.
La Commissione vigilanza il 2 maggio aveva ascoltato i vertici della direzione sanitaria e gli ingegneri Capocasa e Mancini. Il consigliere Smargiassi aveva chiesto una soluzione per mettere fine all’incresciosa vicenda. La Asl aveva promesso: «Entro il mese di ottobre la Tac sarà attivata».
«Purtroppo non è così», ribadisce Smargiassi. Il nuovo apparecchio, del tipo a 64 strati, avrebbe dovuto fornire, rispetto alla Tac già presente, maggiori e più potenti mezzi di indagine diagnostica per tutta una serie di patologie. La Tac di ultima generazione è in grado di soddisfare esigenze che spaziano dalla diagnostica osteoarticolare a quella vascolare e per lo stoke, non tralasciando i software di endoscopia virtuale e dental-scan.
«La Asl però tiene la nuova macchina in un magazzino e non sembra avere nessuna intenzione di adeguare il San Pio», ripete, amareggiato, il presidente della Commissione vigilanza.
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