Nuova vita al Parco Diocleziano ma resta il nodo della gestione

Dalla Regione 900mila euro per la ristrutturazione del polmone verde di 24mila metri chiuso dal 2018 L’assessore Campitelli: appalto a settembre, lavori a gennaio. Il sindaco Paolini: vedremo a chi darlo
LANCIANO. Arrivano dalla Regione i soldi per provare a ridare vita al Parco Diocleziano, spina nel fianco di tutte le amministrazioni comunali succedutesi dalla sua apertura nel maggio 2008. Ben 902.500 euro dei fondi PinQua (Programma nazionale della qualità dell’abitare) che rimetteranno in sesto sentieri, percorsi, creeranno strutture nuove come librerie all’aperto e aree gioco, insomma riqualificheranno l’area nel cuore della città che è una delle priorità della giunta Paolini. Ma resta il nodo poi della gestione, di chi si occuperà di far funzionare i 24mila metri quadrati di verde.
L’ATTESA RINASCITARiqualificazione e priorità: sono le due parole utilizzate dal sindaco Filippo Paolini in campagna elettorale per parlare del Parco Diocleziano in stato di abbandono da anni. Ora l'aiuto arriva dalla Regione con l’assessore Nicola Campitelli (Lega) che porta alla città oltre 900mila euro dei 45 milioni complessivi che l’Abruzzo ha ottenuto dai Fondi PinQua, promossi dal ministero per le Infrastrutture e mobilità sostenibili. «Abbiamo presentato tre progetti che interessano 63 Comuni e 89 aree di intervento ammessi al finanziamento per un importo complessivo di 45 milioni di euro», spiega Campitelli, «per rigenerare aree cittadine, evitando il consumo di suolo, migliorando la qualità ambientale e anche la qualità della vita. A Lanciano abbiamo puntato sul Parco Diocleziano, area centrale a ridosso della cattedrale e in stato di abbandono. Lo spazio aveva tutti i criteri per ottenere il finanziamento». E l’abbandono si vede chiaramente con i sentieri, il camminamento centrale in pietra spariti dopo l’alluvione del 2018, le staccionate della recinzione e interne distrutte, le panchine spaccate, la struttura in cemento con i vetri in frantumi, bagni distrutti e scritte sui muri e vegetazione ormai fuori misura. «Tornerà con più attrezzature», riprende Campitelli, «ci saranno due stazioni di ricarica per bici elettriche, due impianti di recupero di acque pluviali, saranno riattivati i servizi igienici, sistemate due aree gioco per bambini dai 3 ai 14 anni inclusive, un’area cani, due librerie all’aperto, due aree fitness una per gli over 60. Saranno installati nuovi arredi come panchine, cestini, luci a led, pavimentazione drenante e una nuova corsia ciclabile. Lavori da fare in tempi relativamente brevi. Avendo già i fondi a settembre faremo l’appalto integrato per affidare progetto esecutivo e lavori che dovrebbero iniziare a gennaio 2024. La filiera, Comune-Regione, c’è e funziona», è la stoccata dell’assessore.
LA GESTIONESorrisi da parte del sindaco che puntava sulla riqualificazione del parco che lui inaugurò nel 2008, ma che ha un nodo da sciogliere: la gestione. Negli anni si sono succedute associazioni e cooperative; l’ultima, la Pro Loco dal 2015 e che ha riconsegnato le chiavi nel 2018 perché i costi dei 24mila metri quadrati di verde, la sorveglianza e il controllo dell’area, l’apertura e chiusura giornaliera ma anche la gestione dell’edificio sono alti e i ricavi pochi. «C’erano associazioni che si sono fatte avanti per la gestione tramite i beni comuni», racconta Paolini, «ma dopo che hanno visto l’edificio e gli altri lavori da fare, si sono fermate. È un problema trovare una gestione adatta per il parco che, dopo questo aiuto della Regione, deve vivere. Magari anche l’unione di più associazioni si potrà valutare. Vedremo». Si dovrà fare in fretta per evitare di aggiungere un altro milione ai 2,5 milioni già spesi per un parco vuoto e nel degrado.
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