Nuove isole ecologiche Ora il Comune ci ripensa

23 Novembre 2019

Chieti. Dopo le proteste sui parcheggi sfrattati, Di Primio cerca altre sistemazioni E arriva in Procura il caso delle strade private non più servite dalla raccolta rifiuti

CHIETI. È trascorso appena un giorno dal loro posizionamento in città che già il Comune ci ripensa. Le isole ecologiche cambieranno posto, dopo che in tanti avevano criticato la scelta di sistemarle rubando i già pochi posti auto in città. Il sindaco Umberto Di Primio sembra rendersi conto che le scelte fatte - se non tutte, almeno alcune - non sono state azzeccate e tenta di porvi rimedio. Sebbene ci tenga a sottolineare che ha «ascoltato e letto alcune lamentele che non hanno ragione di esistere», decide comunque di cambiare: «L’amministrazione comunale e i tecnici», fa sapere, «stanno già provvedendo a una migliore collocazione e proprio per tale necessità ho convocato una riunione la prossima settimana al fine di verificare un diverso posizionamento». E dire che la scelta dei quattro posti (in via dei Domenicani, via Olivieri, via Nicola da Guardiagrele e via XXIV Maggio) il Comune l’aveva lasciata alla Sovrintendenza archeologica, come ha ricordato l’assessore alla gestione dei rifiuti Alessandro Bevilacqua.
Ma se sulle isole ecologiche si è deciso di rimediare alle scelte fatte, sul problema delle strade private non più servite dalla raccolta dei rifiuti, l’amministrazione comunale resta ferma, nonostante le proteste dei residenti. Il Comune a corto di soldi non può fare altro che rimanere in silenzio di fronte ai tanti cittadini che si sono visti togliere il servizio di raccolta rifiuti da un giorno all’altro, scoprendo improvvisamente che la loro strada non era pubblica ma privata. E così, mentre il vecchio appalto dei rifiuti assicurava il servizio anche sulle loro strade, il nuovo appalto, nonostante sia più costoso per i cittadini, esclude le strade private. Le bollette della Tari, la tassa sui rifiuti, continuano ad arrivare, e anche più salate degli anni scorsi grazie ai rincari voluti dal Comune, ma loro non hanno più la raccolta dei rifiuti.
Ignorate le voci dei singoli residenti, ora si muovono gli amministratori di condominio. E il caso va a finire anche in Procura. Lorenzo Petrocco, amministratore di 30 condomini sparsi tra via D’Annunzio a Madonna delle Piane, via Sallustio al Tricalle e via Verdi, via Riccitelli e via Majano a Madonna del Freddo, ha scritto a Comune, Formula Ambiente, polizia municipale, Asl, prefettura e anche alla Procura. Petrocco denuncia anche di essere stato contattato da una cooperativa che, a pagamento, si è offerta di prendere i rifiuti per portarli nelle più vicine aree dove c’è la raccolta pubblica. Col risultato che ogni singolo condomino avrebbe dovuto pagare una sorta di ulteriore tassa, oltre alla Tari.
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