Nuove povertà con il Covid, più fondi al settore sociale

Ortona. Il Comune riprogramma le somme destinate alla mensa di solidarietà L’assessore Ortolano: interventi mirati e individualizzati per migliorare la vita
ORTONA. I cambiamenti sociali ed economici generati anche dall’emergenza Covid-19 hanno portato alla necessità di rimodulare le finalità e gli obiettivi del contributo elargito dal Comune di Ortona per la gestione del servizio mensa socio-solidale “Il Ristoro degli angeli”. L’impulso è partito dall’associazione socio-culturale “Joseph Onlus” di Lanciano, ente operativo dei progetti della Caritas diocesana, che gestisce il servizio dal 2018 tramite una convenzione voluta dall’amministrazione comunale.
La giunta Castiglione ha quindi rideterminato il contributo previsto fino al termine dell’anno di 26.600 euro, individuando una destinazione più mirata e confacente agli effettivi bisogni rilevati dal centro di ascolto della Caritas. In particolare sono stati previsti 10mila euro per il centro di solidarietà che gestisce l’emporio sociale, 10mila per interventi di sostegno al reddito in casi di necessità socio-economica con il pagamento di utenze e affitti, mille euro per i servizi socio-assistenziali a domicilio per le fasce più deboli della popolazione, 1.600 euro per il servizio della mensa e 4mila per il segretariato sociale e supporto psicologico.
Nella relazione presentata dall’associazione della Caritas si evidenzia infatti l’emersione di diversi bisogni che richiedono di sviluppare altri interventi sociali oltre al servizio mensa in favore dei cittadini che si trovano in una condizione di fragilità, in modo da utilizzare le risorse economiche a disposizione in maniera più efficiente e mirata.
«Il lavoro avviato con la Caritas tramite il suo centro di ascolto», sottolinea l’assessore al sociale Ilaria Ortolano, «ha prodotto un’accurata analisi della situazione e sugli effettivi bisogni per attuare adeguate misure di contrasto alla povertà. L’obiettivo dell’amministrazione con il servizio della mensa di solidarietà non è certo quello di un generale assistenzialismo, come invece è stato fatto nel passato fornendo pasti anche a individui che non ne avevano diritto. L’intervento», continua l’assessore, «è stato inteso in modo più completo, legandolo all’inizio di un processo di crescita umana all’insegna della riscoperta delle risorse personali e della propria indipendenza. Così si giustifica anche la richiesta della Caritas di calibrare meglio le risorse impegnate, che con la nuova convenzione stipulata nel 2018 ammontano a un contributo annuale di 39.900 euro. Una rimodulazione che tiene conto delle reali esigenze e che mette in campo interventi mirati e individualizzati capaci di migliorare la qualità di vita».
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