Nuovi ticket mensa Aumentano le famiglie esenti

25 Maggio 2018

Cambiano da settembre le tariffe della ristorazione scolastica Previste dieci fasce di reddito: non si paga fino a 3.500 euro

LANCIANO. Cambiano le tariffe della mensa e dei trasporti per il prossimo anno scolastico. Il consiglio comunale si appresta ad approvare, lunedì prossimo, la modifica del regolamento, introdotto nel 2014, dei due servizi scolastici, che ha già ottenuto il via libera della maggioranza nella terza e quarta commissione, presiedute rispettivamente dai consiglieri Lorenzo Galati e Piero Cotellessa. La minoranza si è riservata, invece, il voto in aula.
LE NUOVE TARIFFE. Passano da 14 a 10 le tipologie di ticket e aumenta la fascia di esenzione dal pagamento da 2.000 a 3.500 euro: questi sono i cambiamenti più importanti delle tariffe mensa. «Fino alla fine dell’anno scolastico», dice l’assessore all’istruzione Giacinto Verna, «le circa 2mila famiglie che usufruiscono del servizio pagheranno sempre in base alle 14 fasce stabilite ormai dal 2014 e che vanno da zero euro, per chi ha un reddito Isee sino a 2mila euro, a 4,60 euro con un reddito Isee sopra i 70mila euro. Ma da settembre prossimo si cambierà. Resta sempre la divisione delle tariffe in base al reddito, ma abbiamo aumentato la fascia di esenzione totale, che ora arriva fino a 3.500 euro, e questo senza aumentare la pressione fiscale». Non sono più tre le fasce tra 2mila e 6mila euro, ma ce n’è una sola per un ticket di 1,38 euro a pasto. E restano simili ad oggi le divisioni fino a 25mila euro di reddito Isee.
VIA LE FASCE MEDIE. Il cambiamento maggiore c’è per la fascia da 25mila a 70mila euro che sarà unica dal prossimo anno scolastico. Si pagherà 3,91 euro a pasto (2,74 euro per il secondo figlio), mentre attualmente le fasce sono tre e hanno ticket diversi. Ad esempio, una famiglia che ha un reddito di 26mila euro paga 3,68 euro a pasto e quella con un reddito da 69mila euro paga 4,14 euro: dal prossimo anno pagheranno entrambe 3,91 euro. Poca equità? «Le fasce e i ticket sono il frutto di un calcolo preciso fatto sugli Isee e le famiglie», risponde Verna, «e nella fascia da 25mila a 70mila ci risultano meno famiglie». «Abbiamo fatto i calcoli in base agli utenti che ci sono per ogni singola fascia», conferma Cotellessa, «e da 25mila a 70mila ci sono una decina di famiglie a fronte delle centinaia presenti nelle altre fasce. Anche nell’ultima, quella da oltre 70mila euro, ci sono circa 500 utenti. Persone che non hanno presentato l’Isee e che quindi pagano il massimo». Che è di 4,60 euro a pasto (3,68 per il secondo figlio). «Con queste tariffe ci saranno almeno 50 famiglie in più che saranno esenti», aggiunge Verna, «e agevoleremo utenti e uffici nei pagamenti».
I MOROSI. «Abbiamo inviato 120 lettere a famiglie che quest’anno si trovano indietro di pochi mesi nei pagamenti», dice Verna, «mentre per i 70 utenti che non pagano da anni la mensa abbiamo adito le vie legali. La “lezione” dello scorso anno però è servita: Abbiamo recuperato circa 170mila euro di arretrati». Lo scorso anno l’amministrazione ha dichiarato guerra ai furbetti del ticket mensa, ossia i genitori che non pagavano, pur dovendo, la ristorazione scolastica dei propri figli. Un comportamento che danneggiava la stragrande maggioranza dei genitori, che contribuisce regolarmente al servizio mensa, e il Comune che aveva un ammanco di oltre 100mila euro. «I recuperi adesso sono stati fatti», chiude Verna, «e quest’anno c’è maggiore regolarità nei versamenti. Resta quello zoccolo duro di 70 utenti, i cui figli magari ora non frequentano più la scuola, da recuperare».
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