Nuovo appello dei negozianti: «Ora fateci riaprire per Pasqua»

9 Marzo 2021

I rappresentanti delle associazioni di categoria: «Situazione drammatica, incassi scesi di oltre l’80% I clienti si stanno abituando ad acquistare solo online: così il piccolo commercio rischia di morire»

CHIETI. «Fateci riaprire a Pasqua». È il grido unanime dei commercianti pronti a rispettare ogni regola anti-contagio pur di tornare a lavorare. Mentre a livello nazionale si torna a parlare di lockdown in tutta la penisola, le associazioni di categoria alzano gli scudi. «L’indice Rt di venerdì scorso ha fatto scendere l’Abruzzo sotto la soglia dell’1, auspichiamo a questo punto che ci siano tutti i presupposti per riaprire», dice il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, «se si dà la possibilità di tenere aperti i negozi di parrucchieri ed estetisti, che lavorano a stretto contatto con le persone, allora non vedo perché non si possa rientrare anche nei negozi di abbigliamento, dove c’è meno contatto con i clienti. Ovviamente sempre rispettando le regole anti-Covid».
Su questa linea anche la presidente provinciale di Confcommercio Marisa Tiberio, rappresentante anche di Federmoda: «Come Federmoda abbiamo lanciato l’idea di una sorta di patto di solidarietà delle imprese, pensando a un’apertura scaglionata di tutte le categorie. La nostra preoccupazione è quella che i clienti si stiano abituando a un’altra modalità di acquisto, quella online, che rappresenta la morte del piccolo commercio. I primi due mesi 2021 sono stati drammatici per i negozi di moda abruzzesi e neanche i saldi, drammaticamente interrotti da un nuovo lockdown, sono riusciti a rianimare le vendite. Se il comparto abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori a livello nazionale, secondo uno studio di Federmoda di Confcommercio ha subito una contrazione del 41,1%, in Abruzzo si registra un calo raddoppiato a causa della zona rossa istituita nell'area metropolitana Chieti-Pescara per il mese di febbraio».
Allarme per le quattro settimane di chiusura di molte imprese teatine anche da parte di Marina De Marco, responsabile di Confesercenti Chieti: «È di oggi il dato dell’Istituto Tagliacarne che mostra l'elevata mortalità delle imprese negli ultimi anni, in particolare di quelle al femminile. La situazione sta diventando insostenibile. Mi rendo conto della necessità di mantenere alta l'attenzione sulla diffusione del contagio, ma trovo indispensabile ripristinare al più presto l'apertura delle attività. Pensare che attività commerciali controllate direttamente dai proprietari o gestori, che hanno predisposto i locali con i presidi sanitari richiesti, che sanificano con attenzione gli ambienti e ne controllano direttamente il flusso degli ingressi, siano causa della diffusione del contagio e che debbano continuare ad essere penalizzate dalla chiusura totale a causa della loro appartenenza ad un codice Ateco, la trovo una follia. Il codice Ateco è uno strumento tecnico-fiscale, esclusivamente legato alle categorie e sottocategorie professionali, che nulla ha a che fare con l'afflusso dei clienti e con i rischi di possibili contatti fisici».