Nuovo caso alla Sevel: operaio punito, Fim pronta allo sciopero

ATESSA. Trovato ad usare il cellulare sul posto di lavoro mentre era sul carrello montacarichi, si è sentito umiliato davanti a tutti perché il suo responsabile, invece che fargli un richiamo formale,...
ATESSA. Trovato ad usare il cellulare sul posto di lavoro mentre era sul carrello montacarichi, si è sentito umiliato davanti a tutti perché il suo responsabile, invece che fargli un richiamo formale, lo ha fatto scendere dal carrello per “spedirlo” ad occuparsi di un’altra mansione, per lui poco consona, e lo ha mantenuto in quella postazione per diverse ore. L’episodio sarebbe accaduto nello stabilimento Sevel (nella foto), nel turno C di lavoro, e ha scatenato la reazione adirata delle rappresentanze sindacali aziendali (rsa) della Fim-Cisl, primo sindacato all’interno dello stabilimento del Ducato Fiat per numero di iscritti e di rappresentanti. Le rsa Fim sono sul piede di guerra e pronte anche ad uno scontro più aspro che potrebbe sfociare anche in uno sciopero. «Questo atteggiamento da capetti di certi responsabili deve finire», dichiarano le rsa, «non è la prima volta che ci troviamo a segnalare soprusi e prese di posizione del tutto in antitesi con il contratto firmato e con le norme in esso stabilite. Quello dei carrellisti», proseguono i rappresentanti Fim, «è un lavoro delicato, dove le responsabilità civili e penali sono totalmente a carico del lavoratore e lo stress da potenziale investimento e danno a cose o colleghi è ancora più amplificato. Ma sul turno C, dove si lavora sotto organico, a causa di multe e richiami continui il disagio è ulteriormente amplificato con una gestione della Ute 13 totalmente fuori controllo per evidenti incapacità gestionali».
«Se il lavoratore ha sbagliato c’erano altri modi previsti dal contratto per redarguirlo», prosegue indignata la Fim, «senza di certo infierire con “punizioni” di questo tipo da clima anni Ottanta. Oltre tutto chi ha assunto questo atteggiamento è anche un rappresentante sindacale che si sciacqua la bocca ad ogni riunione sul problema dell’assenteismo, aspetto che, con i suoi metodi da signorotto, contribuisce potenzialmente ad alimentare». (d.d.l.)
«Se il lavoratore ha sbagliato c’erano altri modi previsti dal contratto per redarguirlo», prosegue indignata la Fim, «senza di certo infierire con “punizioni” di questo tipo da clima anni Ottanta. Oltre tutto chi ha assunto questo atteggiamento è anche un rappresentante sindacale che si sciacqua la bocca ad ogni riunione sul problema dell’assenteismo, aspetto che, con i suoi metodi da signorotto, contribuisce potenzialmente ad alimentare». (d.d.l.)

