Nuovo corso di laurea in città Sì dal Consiglio delle università

Il Cun, organismo nazionale, dà via libera agli studi in “Diritto dell’ambiente e dell’energia” a Lanciano Manca un ultimo tassello: il parere dell’Agenzia di valutazione su strutture e servizi per gli studenti
LANCIANO. Fa un altro passo avanti il corso di laurea che sarà attivato a Lanciano in “Diritto dell'ambiente e dell'energia”. L'offerta formativa, una novità in Italia, ha infatti ottenuto il parere favorevole del Consiglio nazionale universitario (Cun), che è l'organo consultivo e propositivo del ministro dell'Università e della ricerca. Lo rende noto l’Università di Teramo che, insieme alla Regione Abruzzo, attiverà il corso di laurea nella città frentana.
«L’approvazione da parte del Cun pone fine alla polemica sul nuovo corso di laurea dell’Università di Teramo», si legge nella nota dell'ateneo, «ritenuto erroneamente una duplicazione di quello attivo all’Università di Chieti-Pescara in “Servizi giuridici per l’impresa”».
Dopo l'altolà dei sindaci di Chieti e Pescara, Diego Ferrara e Carlo Masci, secondo i quali il corso di laurea frentano avrebbe danneggiato l'ateneo delle due città, nei giorni scorsi si erano espressi contro anche il rettore Sergio Caputi e i giuristi della d'Annunzio, definendolo una «duplicazione inutile e dannosa». Affermazione a cui ribatte l'Università di Teramo rendendo note le materie di studio: «Al di là degli aspetti formali, basta leggere gli ordinamenti dei due corsi di laurea, cioè le materie di studio, per comprendere che si tratta di due netti e distinti percorsi formativi».
Quelle previste a Lanciano sono tutte materie specialistiche: al primo anno, ad esempio, ci sono fondamenti giuridici dell’ambiente, storia del diritto dell’ambiente o filosofia dell’ambiente; al secondo politiche dell’Unione europea e tutela dell’ambiente, diritto dell’ambiente e gestione sostenibile del territorio o diritto internazionale dell’ambiente; fino ad arrivare, al terzo anno, a diritto penale dell'ambiente, diritto dell’energia e della transizione ecologica, diritto tributario e fiscalità ambientale, diritto processuale dell’ambiente. Unicità e specificità riconosciute anche dal Cun.
«Sono soddisfatto dell'esito positivo, ma non avevo dubbi», dice l'assessore regionale Nicola Campitelli, tra i fautori dell'iniziativa (la Regione investirà 900mila euro per il primo ciclo di studi), «è un progetto unico in Italia e sarà una ricchezza per tutto l'Abruzzo, poiché farà della nostra regione una vetrina nazionale su materie attuali come l'ambiente e l'energia. È un corso importante per Lanciano e tutto il suo comprensorio e per il tessuto produttivo della Val di Sangro e di Vasto-San Salvo, che necessita di figure professionali capaci di far raggiungere obiettivi che anche l'Europa ci pone». «Sapevamo che non era un doppione, bensì una novità assoluta per l'Abruzzo e l'Italia», commenta il sindaco Filippo Paolini, «siamo convinti che non farà danno a nessuno, men che meno alle città di Chieti e Pescara. È una ricchezza per tutto il territorio, è bene che la formazione sia fatta in modo diffuso».
Comune, università e Regione stanno perfezionando la convenzione, la cui firma sarà a Lanciano. Manca solo un ultimo tassello. «Il passaggio all'Anvur, l'Agenzia di valutazione», spiega Enzo Di Salvatore, docente dell’Università di Teramo, «che si esprime su strutture e servizi che vanno garantiti agli studenti. Né Anvur né Cun, tuttavia, lavorano per bocciare. Il ministero, inoltre, ha adottato linee guida in cui si dice che per il futuro si darà priorità all'attivazione di corsi che abbiano ad oggetto la materia ambientale: questo ci conforta essendo l'unico corso in Italia al momento esistente».
In base al cronoprogramma, quindi, dal primo agosto inizieranno le immatricolazioni, a ottobre le prime lezioni.
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