Nuovo medico di famiglia il caso arriva in tribunale

13 Novembre 2019

La Asl apre un secondo studio in paese, ma il dottor Cristiano contesta la scelta «Provvedimento illegittimo, così non raggiungo il massimale di assistiti»

CASACANDITELLA. Dalla fine degli anni ’70 è medico di base a Casacanditella ma da quando la Asl ha ordinato, a luglio scorso, l’apertura di un secondo studio medico in paese, lui ha detto no. E ha proposto un ricorso al Tar contro l’arrivo del nuovo medico di famiglia. Il dottor Ernesto Cristiano, 69enne medico di medicina generale, assistito dall’avvocato Vincenzo Antonucci, ha chiesto al Tar di annullare la decisione Asl, poi ratificata dalla Regione, di far lavorare in paese un secondo medico. L’obbligo di apertura di un altro studio a Casacanditella sarebbe dovuto scattare dal 6 luglio scorso.
La Asl aveva preso questa decisione individuando una carenza di quattro medici di base all’interno dell’ambito distrettuale di Guardiagrele, di cui fa parte Casacanditella. La carenza era stata individuata anche in relazione ai medici che erano andati in pensione e a Casacanditella lo scorso 28 giugno era andato in pensione il dottore Salvatore Fedele, altro storico medico di famiglia che per decenni aveva operato in paese insieme a Cristiano. La decisione di rimpiazzare Fedele ha scatenato la guerra giudiziaria del dottor Cristiano, che nel ricorso presentato definisce il provvedimento Asl «illegittimo» e «lesivo» dei propri interessi, perché non gli permette di raggiungere il «massimale di assistiti». Anche perché la norma sul rapporto ottimale medico-residenti dice che un medico di base viene assegnato ogni mille residenti o frazione di mille superiore a 500 e Casacanditella, al 31 dicembre 2018, aveva 1.279 abitanti, di cui solo 1.137 al di sopra dei 14 anni (fino a 14 anni si va dal pediatra). E in prima battuta il Tar gli dà ragione: il 27 settembre scorso, i giudici Renata Emma Ianigro (presidente), Massimiliano Balloriani ed Emanuela Traina hanno emesso un’ordinanza che sospende l’efficacia dei provvedimenti di Asl e Regione sull’apertura del secondo studio medico.
Contro l’ordinanza ha fatto appello al Consiglio di Stato l’avvocato Rodolfo Giungi per conto della Asl Lanciano Vasto Chieti. Il Consiglio di Stato non si è ancora espresso, lo farà verosimilmente nel giro di un mese. Nel frattempo, con l’ordinanza pubblicata lo scorso primo ottobre, il Tar ha fissato anche l’udienza di merito al prossimo 10 gennaio. L’avvocato Giungi ha consegnato ai giudici del tribunale amministrativo una memoria difensiva in cui tenta di smontare le ragioni del dottor Cristiano. La memoria difensiva si fonda su due cardini: in primo luogo, sostiene l’avvocato, la legge non tutela il diritto del medico a raggiungere il massimale di pazienti, mentre tutela quello del paziente alla libera scelta del medico; in secondo luogo, la carenza di medici viene individuata sulla base dei residenti dell’intero ambito distrettuale di Guardiagrele (14 comuni) e non su quella dei singoli comuni.