Nuovo mercato, avvio a rilento: «Pochi incassi e disagi al traffico»

Malumori e lamentele per i banchi spostati tra piazza Trinità, viale 24 Maggio e via della Liberazione Gli ambulanti: «Una soluzione che ci danneggia». L’assessore: questo cambiamento darà i suoi frutti
CHIETI . Malumori e lamentele: il mercato settimanale del venerdì lascia corso Marrucino ma le voci degli ambulanti non sembrano accogliere l’iniziativa. Ieri è stato il primo giorno della nuova location, da via della Liberazione fino ad arrivare in via XXIV Maggio. Uno spostamento sperimentale della durata di tre mesi voluto dall’amministrazione comunale nell’ottica del rilancio del commercio ambulante. Ma già dalle prime ore del mattino gli ambulanti provenienti dal Corso raccontano di aver trovato non poche difficoltà. «Alle 5 ho tagliato una gomma del furgone per sistemarmi sul marciapiede», dice Moreno Santarelli lungo via della Liberazione, «questa strada non è adatta per il mercato». Anche Alfredo Rizzacasa lamenta problemi alla viabilità: «Rimaniamo bloccati con i furgoni». E gli incassi risentono dello spostamento. «Venerdì scorso gli affari erano buoni», dice Enzo Toro, prima in corso Marrucino e ora all’incrocio tra via della Liberazione e via XXIV Maggio. «Sono le 10.30 e non ho fatto neppure uno scontrino». Cassa vuota anche al banco di Luigi Esposito, che prima si trovava davanti al bar Vittoria: «Perderò tutti i sacrifici e gli investimenti fatti».
È un trasferimento che lascia più di una perplessità tra i presenti al mercato. «Spostarsi da una zona commercialmente valida, come il Corso, a qui, è un fallimento», è il parere dal banco di Gianni Cosanni e Antonella di Anna. Molti ambulanti lamentano la mancanza di servizi lungo il percorso. «Non c’è un posto per prendere un caffè o andare al bagno», afferma Leonardo Scarcelli partito alle 4 di mattina da Vasto per fare mercato a Chieti e «non trovare neppure un posto per parcheggiare il furgone». Al banco di Domenico Bruno si pone l’accento sul disinteresse per la categoria: «Non serve più protestare, per lavorare dobbiamo seguire le disposizioni di altri».
Perplessità anche tra le bancarelle che già si trovavano lungo via della Liberazione. «A me non è cambiato nulla perché l’andamento è sempre stato questo», dice Alessandro Santarelli, «ma sarebbe stato meglio un trasferimento alla Villa». Ed è proprio questa la proposta degli ambulanti che già stazionavano su questa via, insieme alla richiesta di spostare i banchi alimentari a metà del percorso. «I banchi dell’ortofrutta invitano le persone a scendere lungo la strada», dice Tonino Caputo, «altrimenti rimaniamo qui dimenticati». E i dissensi proseguono anche tra alcuni clienti: c’è chi si ferma appena la strada diventa più ripida e chi è disorientato in cerca di un banco. «Non lo trovo giusto perché non rilancia la città», dice Franca Barbetta in visita al mercato, «la strada è troppo scomoda per le persone di una certa età».
Gli ambulanti notano il calo dell’affluenza: «Le persone vedono la salita e poi la discesa, sono scoraggiate», afferma Angelo Di Federico che racconta delle ulteriori criticità che si verificano dopo le 13, quando in via della Liberazione riprende il transito degli autobus. «Dobbiamo terminare prima il mercato altrimenti non riusciamo a fare le manovre con i furgoni». A rappresentare gli ambulanti c’è Maurizio Tiberio, che chiede alla categoria di temporeggiare: «È presto per tirare le somme, ci metteremo tutta la buona volontà ma d’altronde è in via sperimentale».
«La nuova location dello storico mercato nasce per dare pari opportunità a tutti e per creare un mercato unito», ribatte Manuel Pantalone, assessore al commercio, «stiamo studiando misure per incrementare i mercati straordinari e aiutare la categoria ma siamo convinti che questo periodo sperimentale darà i suoi frutti».
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