Nuovo no al cementificio «Battaglia ancora lunga»

Vasto. Cautela dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato due ricorsi Salvatorelli: il Tar deve decidere su altre istanze della Escal, siamo preoccupati
VASTO. «Registriamo con favore la sentenza del Consiglio di Stato, che rappresenta sicuramente un passo importante, ma la battaglia contro il cementificio non è stata ancora vinta». È un invito alla cautela quello lanciato da Nicola Salvatorelli, presidente dell’Arci, associazione che da anni è in prima linea per la tutela della riserva naturale di Punta Aderci e contro l’insediamento nella vicina zona industriale di Punta Penna di aziende dal grosso impatto ambientale. L’Arci, al pari di tante altre realtà associative cittadine, ha accolto con favore la decisione dei giudici di Palazzo Spada a Roma - che hanno respinto il ricorso della Escal, società di Foggia che vuole realizzare un impianto per la produzione di leganti idraulici (cementificio) nella fascia di protezione esterna della riserva di Punta Aderci - e confermato la tesi portata avanti dalle associazioni ambientaliste (Wwf e Legambiente).
Incassata la sentenza favorevole del Consiglio di Stato restano pendenti, però, due ricorsi al Tar di Pescara, entrambi presentati dalla Escal. Uno è contro il parere negativo rilasciato dal Comitato di gestione della riserva lo scorso agosto e l’altro ha per oggetto il parere negativo del commissario ad acta, Maurizio Formichetti. Per conoscere il verdetto dei giudici amministrativi pescaresi, che hanno riunito i due procedimenti, bisognerà attendere il 27 maggio. «Eviterei i toni trionfalistici», attacca Salvatorelli, «la partita sul cementificio non è ancora chiusa. I contenziosi ancora aperti sono la dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di quanto sia difficile la convivenza tra un’area protetta a vocazione turistica con lo sviluppo di impianti industriali che con la Zes potrebbero aumentare di numero per via degli incentivi previsti. La politica dovrebbe definire, lo diciamo ormai da decenni, la destinazione d’uso di quella zona pianificando lo sviluppo in maniera tale che non si corra più il rischio di insediamento di impianti impattanti. E tutto questo si può fare solo con una seria programmazione», conclude il presidente dell’Arci.
Tornando ai procedimenti pendenti al Tar, la Escal, rappresentata e difesa dagli avvocati Giacomo Cerullo e Edoardo Paolini, contesta il parere negativo rilasciato lo scorso agosto dal Comitato di gestione della riserva di Punta Aderci che viene bollato nel ricorso come «carente di adeguata e sufficiente motivazione» e frutto di una valutazione «superficiale ed approssimativa». La società ha anche presentato un reclamo contro il parere negativo rilasciato dal commissario ad acta Formichetti. Quest’ultimo, nominato dal prefetto Armando Forgione il 19 agosto 2021, aveva confermato il diniego dopo una istruttoria di circa due mesi consistita in riunioni, sopralluoghi sul sito ed esame della documentazione.
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