«Nuovo ospedale, Asl senza soldi»

Febbo (FI): l’azienda non potrebbe pagare il canone annuo di 13 milioni per 30 anni
CHIETI. «Il project financing del nuovo ospedale non ha le basi sanitarie, ingegneristiche ed economico-finanziarie per essere approvato: a testimoniarlo sono anche le cifre del bilancio Asl al 131 dicembre scorso che spiegano come quest’opera sia insostenibile, illogica e assurda». Lo sostiene il consigliere regionale Mauro Febbo (FI). «Leggendo, studiando e scorrendo i capitoli del bilancio dalla Asl Chieti-Lanciano-Vasto», riprende Febbo, «vengono fuori molte criticità e, soprattutto, riusciamo a capire le vere motivazioni per cui i dodici direttori, oltre quelle dei legali regionale e Asl, hanno bocciato senza appello il project financing che questa Regione continua con ostinazione a portare avanti. Ci troviamo di fronte a un bilancio consuntivo con una perdita secca di circa 26 milioni di euro. Adesso questa perdita viene alleggerita da due iscrizioni in bilancio: una tra le insussistenza attive dove troviamo euro 21.043.381 di debiti nei confronti della Casa di cura Villa Pini, e l’altra inserita tra le insussistenze passive con euro 7.121.231 legate al contenzioso tra la società fallita Casa di cura Villa Pini e la Asl di Chieti . Senza questa “sveltina” la perdita sarebbe stata addirittura intorno ai 54 milioni di euro. È del tutto evidente», rimarca Febbo, «come questo bilancio di previsione non possa permettersi e né reggere economicamente il project financing visto che strutturalmente negli ultimi due anni l’Asl di Chieti ha chiuso sempre in perdita (nel 2015 la perdita di 31.443.163 euro alleggerita, sempre seguendo lo stesso iter, di 16.310.225 euro, quindi quella reale è di ben 47.753.388 euro mentre mi preme far rilevare che il bilancio nel 2014 segnava un +213.318 euro )».
Secondo il consigliere regionale, «è del tutto evidente che alla luce di questo quadro economico finanziario è impossibile che l’azienda sanitaria possa supportare un canone annuo di circa 13 milioni di euro (le rate annuali partano dai 5 milioni iniziali fino a arrivare ai circa 19 milioni finali) per 30 anni per un totale di euro 388.797.000,00. Senza tener conto di tutti quei servizi che verranno esternalizzati, altrimenti arriveremmo a un costo pari a 704 milioni di euro. Questa valutazione e analisi dei costi è stata ampiamente svolta e già bocciata dai vari direttori sanitari non potendo esprimersi sulla pubblica utilità. A questo punto mi chiedo se la Regione, visto che ha avocato a sè tutto il procedimento con l’ultima delibera di giunta numero 277, sia in grado e nelle competenze di portare a compimento quest’opera, ma soprattutto con quali risorse. Pertanto», conclude Febbo, «questo assurda scelta e ostinazione da parte della Regione verrà portata all'attenzione dell'Anac e precisamente all’ingegnere Filippo Romano, dirigente ad interim dell'Ufficio vigilanza contratti partenariato pubblico privato, responsabile del procedimento di vigilanza istituito dalla stessa Agenzia».

