Nuovo ospedale e San Camillo Le richieste di Di Primio

CHIETI. Il nuovo project financing per l’ospedale teatino che ha appena avuto il via libera dalla Regione, il problema del San Camillo abbandonato a se stesso, e il rischio spostamento della...
CHIETI. Il nuovo project financing per l’ospedale teatino che ha appena avuto il via libera dalla Regione, il problema del San Camillo abbandonato a se stesso, e il rischio spostamento della diabetologia teatina a causa di mancanza di personale. Sono stati questi i problemi affrontati dal sindaco Umberto Di Primio in sede di Comitato ristretto dei sindaci della Asl, che si è svolto ieri mattina alla presenza del sindaco di Lanciano Mario Pupillo e di quello di Casoli Massimo Tiberini per approfondire il bilancio consuntivo Asl del 2017 che chiude con 17 milioni di euro di disavanzo.
Di Primio - che non si è detto mai contrario a priori al project financing presentato dal gruppo che fa capo a Maltauro per la ristrutturazione del Santissima Annunziata - chiede ora precise assicurazioni riguardo al progetto e all’iter che sta seguendo. «Innanzitutto temo che i due mesi di tempo che la delibera regionale assegna alla Asl per fare la gara d’appalto europea siano troppo pochi», spiega il sindaco, «la Regione ci ha messo più di un anno, dopo aver avocato a sè la competenza che era della Asl, per dichiarare il progetto di pubblico interesse e ora pretende che la Asl faccia la gara in soli due mesi». Trattandosi di un progetto complesso, il sindaco teme insomma che possa iniziare e non terminare mai. «Se tutto non viene fatto alla perfezione», rimarca il sindaco, «non vorrei che iniziassero i lavori e l’ospedale teatino diventasse un cantiere infinito». Anche per questo motivo Di Primio ha chiesto precise assicurazioni perché i servizi non vengano delocalizzati: «Ho sollevato la problematica e mi hanno assicurato che non ci saranno interruzioni delle attività esistenti».
Il sindaco ha poi posto il problema del San Camillo, sulla scorta di una petizione firmata tra gli altri da Manlio Madrigale, Mario D’Alessandro ed Eugenio Spadano che chiede di riutilizzare il vecchio ospedale a servizio del territorio, in particolare per ospitare un centro di salute mentale o una struttura Dopo di noi per disabili. «Ho chiesto alla Asl di valutare questa, come qualunque altra ipotesi di riutilizzo del San Camillo. Che è comunque un monumento del nostro territorio e che non deve diventare un monumento allo spreco», ha detto il sindaco. Altra richiesta avanzata da Di Primio riguarda il centro di diabetologia che si trova all’ex Pediatrico: «Ho chiesto di avere nuovo personale medico e infermieristico, perché altrimenti si rischia che venga spostato altrove, viste le poche risorse umane a disposizione». (a.i.)
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