Nuovo ospedale, reparti e Tac «Ecco come cambia il Renzetti»

Giunta regionale e Asl rispondono con lavori e progetti alle critiche sul depotenziamento della struttura Il progetto del presidio entro il 31 luglio sarà presentato al ministero per gli 80 milioni di finanziamento
LANCIANO. La presentazione dello studio di fattibilità del nuovo ospedale; l’arrivo della seconda Tac; l’avvio del cantiere per la ristrutturazione di Ostetricia-ginecologia dopo 14 anni di attesa e la realizzazione dell'Officina regionale del sangue. Rispondono con i lavori e il progetto del nuovo Renzetti, l'assessore regionale alla salute Nicoletta Verì e il manager Asl Thomas Schael, alle paure sul depotenziamento dell'ospedale, il declassamento di alcune unità come Oculistica, laboratorio analisi, Pediatria, direzione sanitaria e la cancellazione di Medicina nucleare e Nefrologia, denunciate dal sindaco Mario Pupillo e dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S).
IL DEA «Timori e dubbi di un declassamento possono essere cancellati con questa idea progettuale del nuovo ospedale che entro il 31 luglio sarà presentata al ministero e con lavori in Radiologia e Ginecologia», dice Verì. «Il Renzetti è, e resta, Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione, ndc) di 1° livello, dotato delle unità operative e dei servizi che un presidio del genere deve avere». E l’assessore elenca i reparti: nomina pure Oculistica, Pediatria, direzione medica di presidio di cui si teme il declassamento, ma non le definisce unità complesse, semplici o dipartimentali. «Per quanto riguarda la Dialisi di cui pure si è parlato di taglio, è un servizio territoriale», precisa Verì, «e quindi è compresa nella rete territoriale che sarà presentata a breve. La Medicina nucleare invece andrà a Chieti, ma a Lanciano resterà fino a quando non saranno ultimati i lavori nel Santissima Annunziata». «A Chieti bisogna completare la parte che ospiterà la Pet e le altre attrezzature», precisa Schael, «quindi l'unità per ora resta al Renzetti, e infatti ci sarà l’ammodernamento delle vasche radioattive». Insomma Medicina nucleare sarà cancellata, nonostante i 12mila esami annuali: è un reparto a tempo. «Evitiamo doppioni», riprende Verì, «e se si perde qualche unità è perché magari ci sono altri servizi. C'è un equilibrio dei vari reparti a livello regionale».
LA TAC «Ieri abbiamo deliberato l’acquisto della seconda Tac a chilometro zero», aggiunge il manager Schael, «209mila euro per una macchina della Generale Electric all'avanguardia. Partiranno quindi i lavori per consentirne l’installazione e l’accreditamento del reparto di Radiologia, come da progetto approvato dal direttore facente funzioni Mario D’Arcangelo. Per Ginecologia e Pediatria il cantiere aprirà entro luglio». Si chiude così la vicenda della Tac, acquistata per il Renzetti lo scorso anno e dirottata a Vasto, mentre Ginecologia vede lo sblocco dei lavori attesi da 14 anni.
IL NUOVO OSPEDALE Ad illustrare l’idea progettuale del presidio da presentare entro il 31 luglio al ministero per ottenere 80 milioni di euro necessari per costruirlo ci sono anche Filippo Manci, direttore dell’unità operativa Asl “Investimenti e patrimonio”, e Raffaele Di Gialluca, dello studio Promedia. È un monoblocco con 210 posti letto ordinari e 26 di day hospital da costruire sull'area attuale mentre il resto del presidio continua a lavorare. «Dobbiamo costruire un ospedale dentro un ospedale», precisa Schael, «manterremo la palazzina centrale di Ginecologia, Radiologia e Pronto soccorso e quella della Neurologia dove sposteremo l’attività di emergenza urgenza. Le strutture dal laboratorio analisi-chiesa in poi saranno abbattute per far posto al nuovo corpo di fabbrica. In aiuto di Lanciano, durante i lavori, ci saranno gli ospedali di Atessa e di Ortona». Sono Manci e Di Gialluca a presentare la struttura, che occupa a terra quasi 7.000 metri quadrati: al piano interrato ha il blocco operatorio, la Radiologia, farmacia, sterilizzazione, spogliatoi, mentre al piano terra, 1° e 2° le varie unità operative e studi medici. Il terzo piano ha solo un locale tecnico. La novità è l'ingresso per le emergenze che sarà sul lato della variante e non più da via per Fossacesia mentre l'ingresso pedonale è su via Milano. Si parte dalla costruzione delle degenze e poi i servizi. Gli 80 milioni saranno tutti fondi ex articolo 20: nessun project financing. Se arriverà il via libera del ministero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

