Nuovo ospedale, stop di Marcozzi

21 Maggio 2016

D’Alfonso dà il via libera all’operazione, i 5 Stelle informano la Corte dei Conti

CHIETI. D’Alfonso accelera, Marcozzi dà lo stop. Il governatore mette la quinta al progetto di finanza d’oro del nuovo ospedale; la leader dei 5 Stelle si rivolge alla magistratura contabile. Velocizzare e concludere in tempi brevi le procedure amministrative per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti: è la parola d’ordine del governatore che ieri ha tenuto un incontro in Regione a Pescara con il manager della Asl, Pasquale Flacco, il direttore del Dipartimento regionale Salute, Angelo Muraglia ed i rappresentanti dell'Ati, con a capo il colosso Maltauro, che ha proposto alla Asl la realizzazione del nuovo ospedale. «Va fatto per superare i rischi dei tre blocchi del vecchio realizzati con cemento impoverito – ha spiegato D’Alfonso – come certificato dal Ctu del Tribunale di Chieti». Flacco ha già nominato un consulente legale per velocizzare l’iter. Ma non è detto che il via libera imbocchi la discera perché Sara Marcozzi, interpella Anac, Cipe e Corte dei Conti. «Le osservazioni presentate nella mia prima lettera - commenta - appaiono oggi avvalorate anche dalle novità introdotte dal Decreto Legislativo 18 Aprile 2016, n. 50 ,“Nuovo codice degli Appalti”, che disciplinano l'allocazione dei rischi e l'equilibrio economico finanziario. In particolare, è riconosciuto che il trasferimento del rischio in capo all’operatore economico comporti l'allocazione effettiva e sostanziale in capo a quest'ultimo, oltre che del rischio di costruzione, anche del rischio di disponibilità o del rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell'opera. Questi rischi, secondo i contratti presentati dall’Ati capitanato da Maltauro ricadrebbero sulla Asl, dunque in pieno contrasto alla normativa vigente». Marcozzi continua: «Le esperienze di project financing fatte da altre regioni hanno rilevato la dannosità del ricorso a detta procedura in materia di sanità, basti guardare le preoccupanti esperienze in Veneto relative alla costruzione degli ospedali di Mestre, Padova e Vicenza e per i quali la Corte dei Conti ha avviato indagini rispetto all'eccessiva onerosità dei contratti».