«Nuovo ospedale, troppo peso ai privati»

I dubbi dell’opposizione sul progetto. La Paolucci: non si era mai parlato di progetto di finanza
LANCIANO. Perché un progetto di finanza per costruire l’ospedale nuovo? Perché non spostarlo fuori dal centro cittadino? Perché nello studio di fattibilità si indicano dati inverosimili come 14 sale operatorie e reparti che non ci saranno mai come la Chirurgia vascolare? Sono alcuni degli interrogativi che si pongono la consigliera Tonia Paolucci (Libertà in azione) e Antonello Di Campli Finore (Ali) dopo l’approvazione a maggioranza in consiglio comunale della realizzazione del nuovo Renzetti nell’area dove oggi sono eliporto e obitorio e soprattutto dopo la “scoperta” che gran parte degli 80 milioni necessari per costruirlo (56,3) saranno pagati dai privati. «Non si era mai parlato prima di project financing», dice la Paolucci, «e non se ne parla neanche nello studio di fattibilità. Lo abbiamo scoperto in consiglio che i privati verranno parecchio coinvolti nella realizzazione dell’opera e successivamente ne gestiranno i servizi per rientrare nella spesa. Nessuna spiegazione, seppure chiesta dall’opposizione, è stata data. Lo studio di fattibilità approvato dalla maggioranza, inoltre, ha lacune enormi e anche numeri inverosimili. Perché ci saranno 14 sale operatorie a fronte delle 6 attuali? Si avranno più reparti o più personale per giustificarle?», riflette la consigliera, «eppure le unità complesse ci vengono tagliate. Si parla addirittura di Emodinamica e Chirurgia vascolare che sono a stento a Chieti! Anche la consigliera Graziella Di Campli (FI) aveva chiesto un altro consiglio per chiarire meglio i contenuti del nuovo ospedale, ma non è stato accordato. E da chi levava gli scudi in difesa del Renzetti anni fa, c’è stato solo silenzio». Perplesso sul project financing e sulla collocazione del nuovo presidio anche Di Campli Finore, presidente dell’associazione Ali. «Dove sono gli imprenditori pronti ad investire una somma così elevata per realizzare bar, negozi, servizi in un ospedale strozzato nel centro abitato?», chiede, «bisognava spostarlo nell’ex area industriale, abbandonata ma con tutte le opere di urbanizzazione adeguate e una viabilità migliore. E dov’è il Renzetti si potrebbe realizzare un polo scolastico all’avanguardia». (t.d.r.)
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