Nuovo reperto romano in museo

Vasto. Arriva a Palazzo D’Avalos l’ancora trovata a Punta Aderci la scorsa estate
VASTO . Un importante reperto archeologico, un ancora in pietra con incrostazioni marine di forma triangolare del peso di circa 26 chilogrammi, è stato riportato ieri mattina nel Museo civico di Palazzo D’Avalos dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Aquila.
La sistemazione del reperto in una teca del polo museale è stata decisa dalla soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Chieti e Pescara. Il ritrovamento dell’ancora era avvenuto nella scorsa estate casualmente, grazie al presidente dell’Archeoclub di Lanciano Umberto Nasuti. Il reperto era stato trovato sul bagnasciuga della spiaggia di Punta Aderci, il lido della riserva a nord di Vasto. La pietra, di una lunghezza di circa 45 centimetri, era stato immediatamente consegnata ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dell’Aquila dopo aver informato la Soprintendenza competente.
Secondo gli esperti il manufatto molto probabilmente risale al periodo di epoca romana, un periodo in cui nella zona di Vasto Marina era localizzato un porto commerciale. Per altri invece potrebbe addirittura risalire all’insediamento di epoca neolitica che, come hanno accertato gli storici, era presente sul litorale vastese, non lontano da località Torre Sinello.
L’ancora sarà ora oggetto di ulteriori studi e verifiche da parte della locale Soprintendenza, e comunque sarà visibile da tutti i cittadini e turisti che visitano il Museo civico di Palazzo D’Avalos.
«Questo reperto rappresenta», annotano i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale, «parte della storia di Vasto. È opportuno ricordare», ricordano inoltre i militari, «che chiunque ritrovi fortuitamente dei beni culturali, ovvero cose di interesse storico, artistico, archeologico o etnoantropologico, deve denunciarne, entro le ventiquattro ore successive, il rinvenimento al soprintendente competente, al sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza, così come è previsto dell’articolo 90 del Codice dei beni culturali e del paesaggio». (p.c.)
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