Nuovo sindaco, la politica va a caccia di volti nuovi

9 Ottobre 2020

Spuntano Di Campli e Cotellessa. Nel centrodestra braccio di ferro Lega-FdI Nel centrosinistra verso l’accordo tra Pd, Progetto Lanciano e Articolo 1

LANCIANO. Le amministrative di Chieti dovevano essere il grande banco di prova per la politica frentana e così è stato. All'indomani dell'elezione di Diego Ferrara, che sposta sul centrosinistra lo storico sguardo del capoluogo rivolto verso destra, partiti e movimenti lancianesi cercano di carpire il massimo vantaggio dalla "lezione" teatina. E se il centrosinistra gongola, il centrodestra si prepara a serrare i ranghi.
Il braccio di ferro è tra Lega e Fratelli d'Italia. A livello extra cittadino si deciderà infatti chi avrà la meglio sulla candidatura a sindaco a Lanciano. In ballo ci sono anche Francavilla, Roseto e Vasto. Chi la spunterà su uno di questi campanili dovrà necessariamente indietreggiare su Lanciano. E per quanto riguarda lo schieramento della Meloni la partita è già in stato avanzato in città, dal momento che la "benedizione" di una candidatura di Paolo Bomba, passato ormai da mesi dalla civica Nuova Lanciano a Fratelli d'Italia, era stata data già nel novembre scorso e ribadita a luglio dal segretario regionale FdI Etel Sigismondi. Venerdì 23 ottobre parte la campagna tesseramenti: mai come in questo momento FdI appare in rampa di lancio. «Lavoreremo per costruire unitarietà nel centro destra insieme alle liste civiche», sottolinea Bomba, ex vice sindaco della giunta Paolini e il consigliere più votato in città negli ultimi dieci anni, «Chieti ci ha insegnato che i partiti reggono, ma da soli non vincono. Non bisogna cedere alle divisioni. Come già sperimentato nel 2016 e a Chieti, il centrodestra diviso porta la vittoria da altre parti».
Chi non resta a guardare è Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in azione e candidata con la lista civica da lei stessa fondata. «Nel prossimo futuro bisogna mettere in campo le migliori professionalità», interviene, «per gestire una fase critica senza precedenti che può essere, se ben gestita, un’occasione per la frentania di riprendere centralità economica e culturale ormai persa. Faccio appello a chi non si è mai voluto occupare di politica. Se la cerchia non si apre, si chiama riciclo. La lista civica è l'approdo naturale per queste persone a cui non verranno chieste tessere, vincoli e gerarchie, ma solo impegno e serietà nell’interesse del territorio lancianese».
Nel centrosinistra la vittoria di Ferrara viene vista come un buon auspicio. La strada intrapresa dai teatini di un apparentamento con i Cinque Stelle al ballottaggio è intesa come un esempio da replicare, oltre che a livello nazionale, anche in sede locale. E il clima, a Palazzo di città, sembra molto più disteso anche tra Pd e la civica Progetto Lanciano. Nuove intese ritrovate anche con Articolo 1. Tra i papabili candidati a sindaco spunta, oltre ai già noti Leo Marongiu, Alessandro Lanci e Dora Bendotti, anche il nome di Carmine Lanci Lanci, capogruppo in consiglio del Pd e medico, in pieno stile Ferrara.
Ma al di là degli schieramenti si cerca, sia a destra che a sinistra, il cosiddetto homo novus. E spuntano gli outsider Francesco Cotellessa, 46 anni, architetto, funzionario in Regione nel settore trasporti ed esperto di urbanistica e Donato Di Campli, 54 anni, procuratore sportivo, avvocato, imprenditore di diverse attività nell'ambito della ristorazione e dei resort di lusso. Li si corteggia da più parti: nessuna tessera di partito, impegnati civilmente e professionalmente, fautori del proprio successo. Che siano la svolta che si attendeva?