Nuovo stadio e Cittadella: sogni infranti

16 Luglio 2016

Dall’impianto di Villa Elce al centro sportivo di Frisa: con l’addio della famiglia al calcio tutti i progetti svaniti nel nulla

LANCIANO. È scaduta il 30 giugno la convenzione tra Comune di Lanciano e società Virtus Lanciano per l’utilizzo dello stadio Biondi e dei campi di allenamento Memmo ed Esposito dietro pagamento di un canone annuale. I campi sono tornati al Comune che potrà darli in uso ad altre società sportive. Per ora, però, almeno il Biondi resta fuori da ogni discorso se non si risolve la questione relativa al futuro della Virtus e alla creazione di una nuova società. L’addio dei Maio al calcio ha quindi lasciato strascichi anche sulle strutture sportive cittadine, come il Biondi adeguato con costi esorbitanti per la B (la beffa la sistemazione dei distinti 300.000 euro per una partita) il Memmo, pieno di buche, l’Esposito e su quelle che dovevano essere realizzate con progetti faraonici rimasti sulla carta: il nuovo stadio a Villa Elce e il centro sportivo a Frisa.

La convenzione. L’utilizzo dello stadio Biondi e dei campi di allenamento Memmo ed Esposito ai Maio fu affidata, non senza polemiche, con una convenzione approvata nel settembre 2012 dal consiglio comunale, con i voti della sola maggioranza. Aveva una durata di 4 anni, un canone annuale di concessione di 65mila euro più Iva che la Virtus doveva pagare al Comune più 25 mila euro a titolo di oneri per l’utilizzo delle strutture e 40 mila euro a rimborso per i canoni delle utenze (ad esempio gas e acqua). Ma, in alternativa al pagamento del canone, la Virtus poteva realizzare interventi di manutenzione straordinaria, innovazioni e migliorie per un importo non inferiore ai 220mila euro più Iva in favore degli impianti sportivi concessi. «I lavori sono stati fatti e anche superiori ai 200.000», dice l’assessore allo sport Davide Caporale, «e quindi la convenzione è stata rispettata. Stiamo solo verificando se per questi primi 6 mesi del 2016 ci sono stati consumi maggiori ad esempio di acqua, per rifare i conti, ma non ci sono pendenze. La convenzione è scaduta e vedremo come utilizzare campi e strutture». Di certo i campi saranno una boccata d’ossigeno per le società amatoriali e giovanili che sono state costrette per anni a dividersi il Di Meco a Santa Rita.

Il nuovo stadio. È rimasto sulla carta il progetto del nuovo stadio che ha praticamente affiancato tutta la gestione Maio. Il progetto del “Parco Virtus Lanciano” fu presentato alla fiera di Rimini 7 anni fa. Doveva sorgere su un’area di 14 ettari a Villa Elce che doveva ospitare il nuovo stadio da 12.700 posti coperti, campi di calcio a 5, tennis, percorsi per bici, centro benessere e medicina sportiva, aree commerciali, ricreative e tanto verde per un investimento di 50/60 milioni di euro. I Maio hanno depositato la Vas (Valutazione ambientale strategica) in Comune ma non hanno mai acquistato i terreni. Hanno solo avviato compromessi con i privati. Nulla di concreto quindi e il faraonico progetto è rimasto una utopia.

Gli impianti di Frisa. Come utopica è stata la creazione di un centro sportivo nel territorio di Frisa. «Abbiamo aspettato per anni la presentazione del progetto definitivo», dice il sindaco Rocco Di Battista, «e in consiglio avevamo anche approvato la concessione ai Maio di 99 anni dell’area di Colle della Fonte per costruire la Cittadella" dello sport, campi di calcio, palestre, per circa 3milioni, ma è rimasto tutto sulla carta. Sapevamo che il progetto era stato rivisto dal Coni e che i Maio attendevano i fondi del Credito sportivo. Tre mesi fa per accelerare abbiamo chiesto loro una cauzione di 15mila euro: sono spariti. La convenzione è caduta automaticamente perché non hanno ottemperato agli impegni».

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