Nuovo stop ai lavori a Palazzo d’Achille

Sede storica chiusa dal sisma 2009. In arrivo altri 600mila euro
CHIETI. Non è dovuto alla pausa di Ferragosto l’ennesimo stop dei lavori di palazzo d’Achille. A bloccare per oltre un mese il cantiere che già va avanti a rilento è stata invece la Regione, che ha deciso di accettare la variante proposta dal Comune. «Per noi è una buona notizia», dice l’assessore comunale ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice, «perché finalmente la nostra linea è passata, anche se avremmo preferito una decisione più rapida».
La variante in corso d’opera richiesta dal Comune prevede l’utilizzo delle economie dei lavori per portare a termine il consolidamento dell’edificio di tre piani più il seminterrato.
«La Regione aveva ritirato i ribassi d’asta sui lavori», spiega Di Felice, «ma essendo questa un’opera di consolidamento e restauro, non si è potuto prevedere a monte tutto quello che era necessario fare. E siccome ci sono stati degli imprevisti, per potare a termine tutto abbiamo chiesto la variante». Solo che la richiesta è stata fatta in primavera e la Regione ha deciso un mese fa. Una decisione tardiva, ma comunque bene accolta in Comune, perché mette a disposizione dell’opera altri 600mila euro.
La sede storica del Comune è chiusa a causa dei danni provocati dal terremoto del 2009. Il Comune ha urgenza di potervi rientrare perché deve lasciare al più presto l’attuale sede in corso Marrucino di proprietà della Banca d’Italia.
«Ho chiesto ai tecnici», ha detto ancora l’assessore, «di accelerare il più possibile l’iter per la variante, anche perché abbiamo necessità di dare una sistemazione all’intero sistema degli uffici comunali». La variante dovrebbe essere pronta a settembre e, a fine settembre, dovrebbero ripartire i lavori. «Le opere dovrebbero essere portate a termine entro l’anno, o al massimo all’inizio del prossimo», dice ancora Di Felice che, comprensibilmente, non vuole più sbilanciarsi sulla chiusura del cantiere, visto che l’aveva prevista per la primavera scorsa.
I lavori vengono portati a termine dall’associazione temporanea di imprese con capofila l’azienda Troso di Lecce che si è associata alla Restaurea di Ostuni. Quando a maggio scorso venne rubata la statua dell’Achille a Cavallo, simbolo della città, le stesse ditte si fecero avanti dicendo che erano disposta a restituire alla città una nuova statua del tutto somigliante a quella sparita.
L’importo complessivo dell’intervento è di 3 milioni e 400mila euro. La Regione, però, ha interrotto i pagamenti. «Il problema è sull’ultima rata», conferma il direttore dei lavori Umberto Di Renzo. Risulta infatti che non è stato pagato l’ultimo stato di avanzamento lavori. Il problema non riguarda solo Chieti. È stato causato, infatti, dai rilievi sollevati dalla Corte dei conti in merito a bilanci vecchi dell’ente regionale. Questo ha determinato un blocco sulle erogazioni, ma in realtà pare che la determina di pagamento sia stata già fatta. «Si tratta certamente di un problema risolvibile», dice infatti il direttore dei lavori, «noi comunque ci troviamo a buon punto su tutto l’edificio».
La sede del Comune è costituita da un piano seminterrato, quello dove si trovavano il diurno e l’ex Grottino, una storica trattoria della città i cui locali, suggerisce Di Renzo, sarebbero da riaprire e da restituire alla città come spazio pubblico. Ci sono poi i locali a piano terra, dove avevano sede l’Anagrafe e gli Uffici elettorali. Al primo piano c’è la sala consiliare, per cui Giovanni Legnini aveva ottenuto un finanziamento per gli arredi mai speso, soldi che ora potrebbero essere recuperati, l’ufficio del sindaco, con arredi risalenti al Ventennio, e la segreteria. Il secondo e terzo piano sono destinati ad altri uffici.
Palazzo d’Achille nasce come edificio signorile.
Prima di diventare la sede del Comune è appartenuto per molto tempo alla famiglia Valignani. Tanto è vero che è conosciuto anche come palazzo Valignani.
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