«O vieni da me o ti massacro» E i capi si allenavano col fucile

LANCIANO. «O vieni tu da me o vengo io a casa tua e ti massacro», è una delle intimidazioni usate per farsi consegnare il denaro, debito di droga. E dalle minacce passavano ai fatti nei confronti di...
LANCIANO. «O vieni tu da me o vengo io a casa tua e ti massacro», è una delle intimidazioni usate per farsi consegnare il denaro, debito di droga. E dalle minacce passavano ai fatti nei confronti di chi non pagava la droga, anche servendosi di armi. Eloquente è la spedizione punitiva a casa di A.L., dove due degli arrestati aggrediscono il padre del 28enne colpendolo al volto con un tirapugni. Ma i carabinieri hanno accertato che nelle disponibilità degli indagati c’era anche un fucile, che finora però non è venuto fuori nelle perquisizioni. Alexander Mastrippolito e Michael Cicchetti si allenavano a sparare lungo le rive del fiume Sangro, a Paglieta, esplodendo colpi contro gli alberi e altre cose inanimate.
Tra le violenze contestate, in particolare ai due giovani, c’è anche l’aver appiccato il fuoco alla Fiat Panda della madre di un altro cliente moroso, P.G., episodio avvenuto ad Altino lo scorso settembre. A Mastrippolito è contestata anche un’estorsione ai danni di G.Z., aggredito con pugni e schiaffi per farsi consegnare 250 euro per l’acquisto di 15 grammi di hashish. Un’aggressione che il ventenne di Santa Maria Imbaro fa filmare a un altro indagato e che immortala i pugni e le minacce di ben più gravi conseguenze, «Ti posso pure massacrare e ti allungo per terra», qualora non avesse “obbedito”. G.Z. ha riportato contusioni multiple al volto (5 giorni di prognosi).
E nell’elenco dei reati a carico della banda figura anche un tentato furto ai danni di un agriturismo di Paglieta nel mese di ottobre: dopo aver tranciato la catena del cancello di accesso e aver mandato in frantumi la vetrata del portone per rubare del gasolio, erano stati messi in fuga da un vigilante, che ha riconosciuto la macchina di Cicchetti allontanarsi in tutta fretta.
La detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti sono le attività illecite che muovono tutto. I carabinieri hanno documentato oltre 200 cessioni di droga, per lo più di piccole quantità. Anche se, come emerge da un’intercettazione, gli indagati arrivano a spostare anche un chilo di droga.
Manolo Spinelli, spazzino, viene considerato «un sicuro punto di riferimento per i tossicodipendenti locali», principalmente di Lanciano, città in cui risiede. Ma la rete dello spaccio arrivava anche sulla costa, a Fossacesia, e nei comuni dell’entroterra, Casoli, Altino, Paglieta, Santa Maria Imbaro, Fara San Martino. Mastrippolito si divideva i compiti con il padre, M.M.: il giovane reperiva la clientela (gli vengono contestate cessioni a 13 persone) e interveniva se qualcuno non pagava i debiti, e il genitore era deputato alla parte contabile e alla custodia dei proventi dello spaccio. Cicchetti è accusato di aver spacciato droga anche a due minorenni. (s.so.)
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