Obbligo di firma per cinque ultrà Il giudice: «Sono tutti pericolosi»

30 Marzo 2024

Convalidata la misura disposta dal questore nei confronti dei tifosi neroverdi coinvolti negli scontri: «È stato un assalto, al termine dell’incontro volevano vendicarsi dell’affronto subito nel pre-partita»

CHIETI. Si sono avvicinati ai tifosi avversari «in modalità di assalto», lanciandosi reciprocamente bottiglie di vetro, bastoni e sassi, ed evidenziando «pericolosità». Con un’ordinanza di sei pagine, il giudice Luca De Ninis convalida l’obbligo di firma disposto dal questore Aurelio Montaruli nei confronti di cinque ultrà del Chieti calcio coinvolti negli scontri con i sostenitori dell’Avezzano, prima del derby allo stadio Angelini dello scorso 25 febbraio, e ora sottoposti al Daspo, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, per un periodo che varia tra cinque e nove anni in base ai precedenti.
Per altri cinque supporter neroverdi, invece, è scattato il Daspo “semplice”, ossia senza la prescrizione di presentarsi in questura nei giorni delle partite, perché – in passato – non avevano mai ricevuto provvedimenti analoghi. I tifosi violenti sono accusati, a vario titolo, di lancio di materiale pericoloso, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento aggravato.
«Poco prima dell’inizio dell’incontro», scrive il giudice, «i due gruppi di tifosi venivano in contatto allorché la prima delle sette vetture dei sostenitori dell’Avezzano, scortate dalla polizia, si arrestava all’ingresso dell’area di parcheggio dello stadio a loro riservata – a dire del conducente, non identificato, a causa di un’avaria – causando un temporaneo incolonnamento delle altre auto. Tale circostanza, percepita come provocazione dal gruppo dei tifosi del Chieti, raccolti a circa 200 metri di distanza, innescava la loro azione (e reazione) offensiva, allorché circa 30 tifosi teatini si avvicinavano in modalità di assalto ai sostenitori avversari di analoga entità, separati da barriere metalliche. Ne seguivano prima insulti, quindi il lancio di una bomba carta da parte della tifoseria ospite e, di seguito, il lancio di vari oggetti, con chiara finalità di offesa». La presenza della rete metallica e l’intervento della polizia ha evitato «ulteriori e più gravi contatti e consentiva di disperdere i facinorosi», ma due agenti sono rimasti feriti, riportando lesioni giudicate guaribili in 10 e 7 giorni. «Ulteriore tentativo di scontro e contatto», continua il giudice, «avveniva subito dopo la conclusione dell’incontro, quando i tifosi teatini cercavano di raggiungere quelli della squadra ospite, nel chiaro intento di “vendicare l’affronto” subito nel pre-partita, ma sono stati bloccati e respinti dal personale in servizio di ordine pubblico». Attraverso le riprese girate dalla Scientifica, i poliziotti della Digos hanno identificato «gli autori dei lanci e degli incitamenti alla violenza».
Sono state poi analizzate le posizioni di ogni singolo tifoso: G.C. ha animato i disordini raccogliendo da terra e agitando un bastone, con il quale ha colpito le grate di protezione dietro le quali erano presenti i tifosi ospiti; K.D.I. ha sferrato un colpo con un tubo verde ed è stato ripreso mentre mostrava una ferita al volto; M.M. ha tentato di scavalcare le reti di divisione dopo essersi sfilato la cintura dei pantaloni e averla brandita come frusta; L.P, definito il «capofila della tifoseria teatina», ha guidato il gruppo al primo scontro con i poliziotti intervenuti per sedare gli ultrà, poi ha staccato i tergicristalli di un’auto in sosta su viale Abruzzo e li ha lanciati contro i rivali; F.S. è accusato di aver brandito contro gli avezzanesi un tubo di polietilene verde, lanciandolo poi ad altezza uomo attraverso la grata di protezione.
Il giudice ha invece revocato l’obbligo di firma nei confronti di due tifosi dell’Avezzano perché non è stato rispettato il termine di 48 ore previsto tra la notifica dei provvedimenti e la trasmissione degli atti al giudice. Ma il questore, come sottolineato dal giudice, potrà aprire una nuova procedura e reiterare la prescrizione. In totale, sono otto gli ultrà marsicani che hanno ricevuto il Daspo.
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