Obbligo di vaccino ai lavoratori: «Immunizzarsi è una priorità»

16 Febbraio 2022

Parere unanime dei sindacati sulle nuove regole per gli over 50, ma restano dei nodi da sciogliere Nunziato: «Aiuti a chi rimarrà senza stipendio». Petrongolo: «Sono pochi a non avere il Green pass»

CHIETI . «Siamo a favore della vaccinazione, la nostra è una posizione condivisa». Sono le parole espresse dalle sigle sindacali, ieri, nel giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo di Green pass rafforzato tra i lavoratori con più di 50 anni, siano essi impiegati nel settore pubblico o privato. Senza certificazione verde in corso di validità il lavoratore non può entrare negli uffici, nelle aziende, nei negozi e in ogni altra sede di lavoro. La disposizione prevede che sia considerato assente ingiustificato. Resta il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro: nessun licenziamento, quindi, ma per tutti i giorni di assenza non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento.
«Noi siamo per l’obbligo vaccinale rivolto a tutti», afferma Andrea De Lutiis, della Fiom Cgil Chieti. Riccardo Nunziato, segretario provinciale della Uilm Uil Chieti-Pescara, pone invece il tema degli aiuti a chi decide di non vaccinarsi e resta pertanto senza stipendio. «Personalmente ritengo che andrebbe trovata una via di mezzo per cercare di soddisfare tutti». Lo Stato deve tutelare tutti, «anche chi decide di non vaccinarsi. Non è semplice se un lavoratore rimane senza stipendio. Qui subentra il discorso del sostentamento, va trovata una forma di aiuto anche per queste persone».
Il numero degli interessati, però, sembra essere minimo: «Non ci sono al momento tanti problemi rispetto alla tematica», conferma Dorato Di Camillo, responsabile territoriale Fim Cisl metalmeccanici. «Abbiamo affrontato già in questi mesi i protocolli della sicurezza». C’è però un nodo da sciogliere: «È possibile che si creino problemi in alcune aziende dove le specializzazioni tecniche di certi lavoratori che vengono a mancare perché non vaccinati, possono causare un’assenza importante per quanto riguarda l’equilibrio aziendale», aggiunge Di Camillo. «Ci sono tipologie di lavoro che nel mercato difficilmente sono reperibili in breve tempo poiché necessitano di tante specializzazioni. Qualche azienda ha già evidenziato difficoltà in questo senso». Sul discorso ristori, invece, «si tratta di un tema delicato e difficile», conclude. «Anche le aziende stanno cercando di andare incontro ai lavoratori laddove possono».
Il segretario provinciale della Cisl, Lucio Petrongolo, conferma: «È chiaro che per il lavoratore non vaccinato si pone il problema della liquidità. Innanzitutto è necessario vedere come evolve la situazione legata alla pandemia», dice, «probabilmente per le persone non in regola dovrà essere previsto qualche ammortizzatore». Anche da lui, però, arrivano conferme che «a fronte di una posizione condivisa per la vaccinazione come unica strada per debellare il virus, ad oggi non registriamo tra gli over 50 un’assenza elevata nei posti di lavoro». E sulle difficoltà delle aziende a sostituire la mancanza di eventuali dipendenti specializzati: «Chi ha questo problema, già da tempo si è attivato per ovviare a simili situazioni».
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