Offende 15 volte la vigilessa, a processo

San Martino sulla Marrucina. Guardiese di 59 anni accusato di oltraggio a pubblico ufficiale: gli insulti davanti a testimoni
CHIETI. Si è scagliato 15 volte contro la vigilessa del paese che stava facendo le multe con l’autovelox. L’ha insultata in tutti i modi, come se nulla fosse, anche alla presenza di testimoni. Domenico F., 59 anni, residente a Guardiagrele, è finito sotto processo davanti al tribunale di Chieti con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale continuato. Gli episodi sono avvenuti a San Martino sulla Marrucina tra il 21 maggio e l’8 agosto del 2018.
Il caso è arrivato in procura dopo che l’agente di polizia municipale, ormai esausta per il comportamento dell’uomo, ha deciso di presentare una denuncia. Stando a quanto ricostruito dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, Domenico ha offeso «l’onore e il prestigio» della vigilessa durante «il servizio di rilevamento del controllo della velocità e delle assicurazioni/revisioni sulla strada statale 81, al chilometro 195, nel territorio del comune di San Martino sulla Marrucina». In 15 giorni differenti, sempre in base all’accusa, l’imputato ha offeso l’agente di polizia municipale: «Ciao p..., ciao z...». Ora rischia una condanna.
Ma non è la prima volta che, nella zona, i vigili urbani finiscono nel mirino di automobilisti arrabbiati dopo essere stati giustamente multati. Lo scorso anno è diventato virale su Whatsapp e Facebook il video girato da un agente di Guardiagrele che, con il suo telefonino, ha filmato la reazione di un automobilista multato in largo San Francesco. «Je mo ti scrocc a lu muss: leva la multa, ti ho detto leva la multa», ha gridato l’uomo prima di afferrare il verbale per divieto di sosta, accartocciarlo e gettarlo per terra.
A Chieti, sempre nel 2018, un automobilista di 59 anni è finito invece alla sbarra dopo aver forzato il varco di via Cesare De Lollis, davanti al Teatro Marrucino, rischiando anche di investire due vigili urbani. L’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale.

