Offrono 35mila euro per un maxi danno

28 Ottobre 2016

Ater: così Lancia e Recchione vogliono patteggiare, ma il commissario Gabini chiede oltre un milione di risarcimento

CHIETI. Offrono 35mila euro di risarcimento per patteggiare ed uscire indenni da un’inchiesta che ha indignato il popolo degli inquilini delle case popolari. Domenico Recchione, 69 anni, residente a Ortona, ex direttore dell’Ater di Chieti, difeso dal professor Francesco Vassalli e imputato di una serie di peculati, è disposto a pagare 25 mila euro per ottenere uno sconto di pena e gli altri benefici del rito alternativo, compreso quello della non colpevolezza. L’altro imputato, Marcello Lancia, 68 anni di Sulmona, ex commissario Ater, difeso da Vittorio Masci, offre invece 10mila euro, per patteggiare presunte truffe e peculato. Infine Giulio Marchioli, 64 anni di Chieti, ex direttore amministrativo, assistito da Marco Femminella, che non ha ancora formalizzato alcuna richiesta, imputato anch’egli di peculato e truffa. Solo Lancia, ieri mattina, era in tribunale, quando il gup, Isabella Allieri, ha accolto la costituzione di parte civile dell’Ater, rappresentata dalla commissaria attuale, l’avezzanese Antonella Gabini, e dalla direttrice pescarese, Giuseppina Di Tella, assistite dall’avvocato Carla Tiboni, che apparivano trasecolate nel sentire gli importi risarcitori proposti per poter patteggiare. Il giudice non si è espresso. Ha rinviato tutto al 15 dicembre. Ma la notizia c’è. L’Ater chiede ai tre una provvisionale, cioè un anticipo di risarcimento, di un milione e 392mila euro. Altro che 35mila euro. E lo fa sulla base dei documenti della Guardia di Finanza che, su delega del pm Giuseppe Falasca, ha ricostruito le presunte spese facili e allegre nell’ex gestione dell’Ater. Pranzi e pernottamenti in hotel, ma anche rimborsi per convegni fuori dall’Abruzzo che non si sarebbero mai tenuti. E’ il caso di un convegno della Federcasa dove due degli imputati sarebbero andati accompagnati da due donne che, sentite dalla Finanza, hanno detto si essere state ospiti a cena e in hotel. Dalla carta di credito intestata all’Ater risultarono due prelievi di 484 euro ciascuno per i pernottamenti all’Hotel Giardino di Numana. Ma la Federcasa non ha confermato l’esistenza del convegno.

E ancora, risultano premi di produzione a due dei tre imputati con l’Ater già in dissesto, e aumenti di stipendi che sarebbero stati persino raddoppiati. Alla prossima udienza, il gup accetterà il patteggiamento oppure, come ieri s’avvertiva nell’aria austera del palazzo di giustizia, dirà di no perché 35 mila euro bastano a malapena per risarcire i pranzi in due ristoranti di un lungo elenco, lo Scoiattolo di via Colle dell’Ara e l’Osteria delle Piane, allo Scalo, dove, «per motivi legati all’attività di rappresentanza dell’Azienda», si sarebbe concretizzato un danno di 20mila euro?

Nel dettaglio, secondo la parte civile, Recchione, attraverso premi di produzione e aumenti di stipendio, avrebbe beneficiato, dal 2010 al 2014, un indebito arricchimento totale di 847mila euro e Marchioli di 400mila.

Singolare oltre che attuale è infine il passaggio dell’accusa che tira in ballo anche i lavori per riparare i danni del terremoto. Il 27 giugno del 2011 infatti l’ex commissario Lancia firmò la delibera per dare il via al piano degli interventi «nonostante che la Regione non avesse accordato gli importi richiesti per remunerare le opere per la manutenzione degli edifici Ater danneggiati».

E comunque, sempre secondo l’accusa, Recchione e Marchioli «se ne attribuirono il 3,2 per cento, rispettivamente in qualità di responsabile del piano di attuazione e di curatore della rendicontazione».