Oggi i funerali della madre vegliata in casa

L’autopsia su Sofia Giovanna Visnevsky non rileva lesioni interne. I timori per il figlio Vladimiro
LANCIANO . L’autopsia sul corpo di Sofia Giovanna Visnevsky, la 93enne il cui cadavere è stato vegliato per giorni dal figlio in casa, non ha riscontrato la presenza di lesioni interne. Alla perizia, eseguita ieri all’ospedale di Chieti dal medico legale Pietro Falco, seguiranno gli esami istologici per escludere altre possibili cause di morte.
I primi risultati sembrano, però, andare nella direzione di confermare il decesso per cause naturali dell’anziana. Il giorno della morte sarebbe da collocare tra i sette e i dieci giorni prima del ritrovamento del corpo, avvenuto mercoledì scorso quando il figlio della donna, Vladimiro Martelli, un 61enne con problemi psichici, si è deciso a rivelarlo a un amico di famiglia, Mario Spagnoletti, antennista storico del quartiere Borgo.
Per tutto quel tempo Vladimiro ha tenuto con sé il corpo senza vita della madre, nella speranza che fosse svenuta e che prima o poi si sarebbe svegliata. Ieri al termine dell’autopsia, è arrivato il nulla osta della Procura di Lanciano per la sepoltura.
La salma dell’anziana è stata quindi restituita al figlio, che è l’unico familiare rimasto in vita. Ad informare l’uomo è stata la polizia, che ha interessato anche il Comune di Lanciano. Il funerale di Sofia Giovanna Visnevsky, conosciuta nel quartiere anche come Sonia, si tiene oggi pomeriggio, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, non lontano da Vico 8 Corso Roma dove si trova l’abitazione di famiglia.
La donna era la vedova del pittore e scultore Vittorio Martelli, autore nel 1963 del monumento che omaggia il sacrificio dei Martiri lancianesi e scomparso nel 2010 all’età di 84 anni. Da allora Sofia e Vladimiro si sono chiusi ancor di più in se stessi, rintanandosi nella loro casa e mantenendo pochi e sporadici rapporti con l’esterno.
Per questo, adesso che la madre non c’è più, la preoccupazione del quartiere è chi si prenderà cura di Vladimiro. «Le assistenti sociali ieri sono andate a casa, ma il figlio non ha aperto la porta», spiega il sindaco Filippo Paolini, «lunedì riproveranno insieme al medico di famiglia, una figura che magari lui riconosce e di cui si fida. Come verificato dalla dirigente Giovanna Sabbarese, il caso della famiglia Martelli è già stato attenzionato in passato: c’è un verbale di un anno fa in cui emerge che è stata offerta alla famiglia assistenza domiciliare, in quanto la madre era ultranovantenne, ma questa è stata rifiutata. L’uomo non risulta neanche attenzionato dal Cim. Nel caso non ci siano parenti prossimi», conclude il primo cittadino Paolini, «il Comune si farà carico anche del funerale». (s.so.)
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