Oggi il consiglio comunale sul caso giostrine

Vasto. Le attrazioni per i bimbi non torneranno in piazza Rodi, ma tra viale Dalmazia e il lungomare
VASTO. Le giostrine non torneranno in piazza Rodi, dove è vietata l’occupazione temporanea e permanente di suolo pubblico, ma verranno collocate in un’area compresa tra viale Dalmazia e il lungomare Cordella, vicino al complesso residenziale Poseidone, a ridosso di Fosso Marino. È di questo tenore l’atto di indirizzo, proposto dall’assessore al patrimonio, Paola Cianci, che viene sottoposto all’esame del consiglio comunale convocato per oggi alle 8 (seconda convocazione alle 15,45) dal presidente Marco Marchesani.
Tra i sette punti all’ordine del giorno dell’assemblea civica c’è anche il provvedimento che fa seguito alla ordinanza del Consiglio di Stato che ha rigettato l’appello promosso dal Comune di Vasto nel contenzioso con la ditta Umberto Marinozzi. L’operatore commerciale aveva impugnato la delibera con cui la giunta aveva regolamentato l’occupazione di suolo pubblico in piazza Rodi, a Vasto Marina «con l’obiettivo di valorizzare e migliorarne l’utilizzo», sfrattando le giostrine e i giochi per bambini che da anni vengono collocati in quell’area pubblica. Il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato sostanzialmente ragione alla ditta Marinozzi, ritenendo l’atto amministrativo «sproporzionato» e rilevando che la competenza in questi casi non è della giunta, ma del consiglio comunale trattandosi di regolamentazione di occupazione di suolo pubblico. L’amministrazione è dunque corsa ai ripari confezionando una proposta di delibera che oggi approda in aula.
Le minoranze annunciano battaglia. Nel provvedimento si parla di occupazioni «che hanno ridotto fortemente la fruibilità di piazza Rodi, che rappresenta il biglietto da visita del centro della Marina, area nevralgica che durante l’estate è percorsa da migliaia di cittadini e turisti». Si evidenziano «problemi di sicurezza in caso di necessità o di interventi di soccorso, già di per sé resi difficoltosi dalla presenza di dislivelli tra la piazza e le aree circostanti» e di ripristino del decoro. Vietare il rilascio di autorizzazioni per l’occupazione temporanea e permanente di suolo pubblico si rende necessario – stando sempre all’atto di indirizzo – «anche per dare una risposta al problema dell’inquinamento acustico di cui soffre piazza Rodi a causa delle emissioni sonore provenienti, per gran parte del giorno e della sera, dalle giostre dei bambini che, sommate agli ulteriori rumori provenienti dal traffico e dalle altre attività esistenti sul perimetro di piazza Rodi, arrecano disagio ai frequentatori e ai cittadini residenti nelle vicinanze, come risulta anche dalle rilevazioni eseguite dall’Arta Abruzzo in via Rossini, strada ubicata a circa 50 metri da piazza Rodi, da cui è emerso un inquinamento acustico diffuso su tutta la zona».
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