Oggi in consiglio le 5 “spine” del sindaco

28 Luglio 2014

CHIETI. San Lorenzo sulla graticola o San Sebastiano trafitto dai dardi? Scegliete voi. Per il sindaco, Umberto Di Primio, è comunque arrivato il giorno del “consiglio delle 5 spine”. Si parte con la...

CHIETI. San Lorenzo sulla graticola o San Sebastiano trafitto dai dardi? Scegliete voi. Per il sindaco, Umberto Di Primio, è comunque arrivato il giorno del “consiglio delle 5 spine”. Si parte con la ludoteca sfrattata da via Amiterno. Marco Di Paolo non ne vuol sapere di ritirare l’odg. Neanche dopo che Di Primio gli ha promesso di non firmare più lo sfratto. Ma Di Paolo è coerente e oggi avrà l’appoggio dei genitori dei bambini. Il paladino dello Scalo va avanti a testa bassa soprattutto dopo l’offesa rifilatagli dal sindaco (“sei uno poco serio”) che, nella riunione di maggioranza, lo ha fatto imbufalire come un toro ferito. Il sindaco ha due strade: chiedere scusa a Di Paolo, che ha incassato la solidarietà di Vitale e Di Pasquale, o ricorrere al pallottoliere perché, per gli altri quattro ordini del giorno, ha bisogno di truppe cammellate forti e compatte. Ma se contiamo anche gli “assessorini” degradati, neppure il pallottoliere può bastare. Quali sono le altre spine?

Le prime tre, condivise con l’assessore Marrocco, riguardano il tema del giorno: la graduatoria delle case popolari, finita nel mirino della procura, e che portano la firma di Bassam El Zhobi e Alessandro Giardinelli. Nel dettaglio: i fondi bloccati per i poveri, gli alloggi (5 su 10) occupati abusivamente e 24 assegnati finiti nella lista che il dirigente Di Paolo ha letteralmente disconosciuto. L’ultima spina è un antipasto elettorale: il mezzo guanto di sfida che Luigi Febo lancia a Di Primio bocciando l’accordo Comune-Architettura per ridisegnare Chieti. (l.c.)