Oggi l’addio a Lorena, strangolata in casa Il «triste annuncio» del marito indagato

La procura dà il via libera alla sepoltura dopo due settimane. La cerimonia alle 17 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie Sul manifesto funebre la comunicazione delle esequie data anche da Andrea Cieri, unico accusato di omicidio volontario
ORTONA. È il giorno del dolore e del silenzio. Oggi alle 17, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Ortona, saranno celebrati i funerali di Lorena Paolini, 53 anni, madre di due figlie adolescenti, trovata morta nella sua casa di contrada Casone con segni evidenti di strangolamento lo scorso 18 agosto, prima di pranzo.
Il marito, l’imprenditore Andrea Cieri, 53 anni, è attualmente indagato dalla procura della Repubblica di Chieti con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Un’accusa, potenzialmente da ergastolo, che l’uomo ha respinto con forza nel corso di due interrogatori davanti al pubblico ministero Giuseppe Falasca e ai carabinieri della compagnia di Ortona. Sui manifesti funebri affissi ieri mattina in città, proprio il marito della vittima figura tra i parenti che, «addolorati», danno «il triste annuncio» della morte di Lorena.
Sabato, a distanza di 13 giorni da una tragedia che ha assunto i contorni del giallo fin da subito, è arrivato dalla procura il nulla osta alla sepoltura. Dall’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, docente dell’università d’Annunzio Chieti-Pescara, sono arrivate le prime conferme: quelli trovati sul corpo di Lorena sono segni di strangolamento.
Una delle ipotesi è che la donna sia stata uccisa con il guinzaglio del suo cane. Già nelle ore successive alla scoperta del cadavere, dopo il sopralluogo della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Chieti, i carabinieri hanno sequestrato l’intero appartamento in cui si è consumato il delitto, compresi gli oggetti trovati in casa. Tra questi c’è il guinzaglio di “Orso”, il cane che Lorena adorava e con cui faceva lunghe passeggiate al mare. Toccherà al medico legale stabilire l’eventuale compatibilità di quegli oggetti – a partire, appunto, dal guinzaglio – con il solco trovato sul collo della donna. La relazione sull’autopsia verrà depositata entro due mesi. Il corpo di Lorena è stato portato ieri mattina nella casa funeraria Cieri, di proprietà del marito della vittima e della sua famiglia.
Gli investigatori indagano sul rapporto tra i coniugi anche per individuare il possibile movente. In passato, Lorena e Andrea avevano vissuto un periodo di crisi, al punto tale da andare a vivere in case diverse. Poi, però, si erano rappacificati.
A non credere all’ipotesi del suicidio, ritenuta una pista difficilmente percorribile anche dagli investigatori (tant’è che il fascicolo è stato subito aperto con l’ipotesi di reato di omicidio volontario), è Silvana, la sorella della vittima. Silvana che si è affidata a un legale di fiducia, l’avvocato Francesca Di Muzio, e che, già all’indomani del delitto, ha lanciato un appello per chiedere giustizia: «Voglio solo la verità: devo sapere cosa è successo e come. Qualcosa è accaduto in quella casa. Quella stessa casa è diventata la tomba di Lorena. E io non lo posso accettare».
La stessa Silvana ha svelato dettagli che si stanno dimostrando fondamentali per delineare le ultime ore di vita della sorella. «Andrea», ha detto la donna, anche davanti ai giornalisti, «mi ha riferito che quella domenica ha avuto un piccolo diverbio con Lorena». In questo senso potrebbero arrivare informazioni decisive dall’analisi del cellulare della vittima, affidata all’ingegnere informatico Davide Ortolano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

