Oggi l’incontro-chiave in viale Amendola

Ambulanti pronti a bloccare la strada. Nel pomeriggio il vertice con il sindaco e l’assessore Pantalone
CHIETI. È in calendario oggi alle 15 negli uffici di viale Amendola l’incontro chiave tra gli ambulanti di corso Marrucino, adesso trasferiti in via della Liberazione e via XXIV Maggio, e i rappresentanti dell’amministrazione, con in testa il sindaco Diego Ferrara e l’assessore al Commercio Manuel Pantalone che si è fatto promotore della delibera sullo spostamento degli stand, iniziata mesi addietro con una sperimentazioni e ad oggi diventata definitiva.
La riunione si preannuncia particolarmente accesa, con i titolari dei banchi che si sono già detti pronti a manifestazioni eclatanti, compreso il blocco del corso principale della città con i camion pur di tornare nella loro sede storica, e la maggioranza che invece ha più volte ribadito nei giorni scorsi la volontà di lasciare il mercato settimanale del venerdì nella nuova sede. Una decisione dettata da «in primis da esigenze di viabilità e traffico».
«Chiediamo la revoca immediata della decisione definitiva dello spostamento del mercato dal corso Marrucino», recita invece il primo punto della petizione firmata da 42 ambulanti su 62, inviata al Comune. In secondo luogo i commercianti chiedono «che venga instaurato un tavolo di lavoro tra rappresentanti degli ambulanti e l’amministrazione», in modo da rendere il mercato lungo il Corso «un valore aggiunto per la città». Il terzo punto della petizione chiede un incontro con il sindaco, alla presenza dell’assessore al ramo «al fine di conoscere le cause di tale decisione ancora oggi a noi ignote». L’ultima richiesta è invece «che si porti la problematica del mercato del Corso all'attenzione del consiglio comunale».
Nella petizione gli ambulanti parlano di «scelta arbitraria» da parte dell’assessore Pantalone, «viste le difficoltà logistiche e commerciali» della nuova sede individuata. Gli ambulanti lamentano anche il fatto che, a seguito dello spostamento, le attività hanno subito «una diminuzione degli incassi del 30-40 per cento, incassi che per alcuni sono stati addirittura azzerati».
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