Oggi l’interrogatorio dei cinque arrestati

9 Maggio 2018

Saranno interrogati questa mattina nel carcere di Lanciano i cinque pugliesi della banda della “marmotta”, arrestati dai carabinieri domenica notte prima che facessero esplodere il bancomat delle...

Saranno interrogati questa mattina nel carcere di Lanciano i cinque pugliesi della banda della “marmotta”, arrestati dai carabinieri domenica notte prima che facessero esplodere il bancomat delle Poste di Piane D’Archi e dopo un conflitto a fuoco con fuga rocambolesca nelle campagne tra Casoli e Sant’Eusanio del Sangro. Potito Diglio, 36 anni, e Francesco Reddavide, 33, entrambi di Cerignola, Antonio Cataldo, 39 anni e Cristoforo Aghilar, 35, di Orta Nova, sono rinchiusi nel carcere di Villa Stanazzo, mentre Massimiliano Lionetti, 46 anni, di Cerignola, è piantonato in ospedale perché è stato colpito alla tibia da un proiettile che i militari hanno esploso contro l’auto dei banditi. Tutti hanno precedenti specifici. Questa mattina è il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa a recarsi nell’istituto peniteziario e poi anche all’ospedale Renzetti per interrogare gli arrestati. I cinque, assistiti dai rispettivi avvocati, potranno decidere se rispondere alle domande del giudice- che deve anche convalidare gli arresti- oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Tutti sono accusati di tentato furto aggravato, tentato omicidio (perché durante le fuga hanno cercato di investire i militari), porto e detenzione illecita di esplosivi e di armi (un kalashnikov buttato nel fiume Sangro durante la fuga e non ancora ritrovato) e ricettazione della Fiat Stilo usata per il colpo al bancomat, fallito. L’auto era stata rubata a Barletta. (t.d.r.)