Lanciano

Oggi l’addio a Diomede, il papà ucciso da un pugno: tre città in lutto. I figli: “Il tuo amore resterà la nostra forza”

20 Agosto 2026

E’ il giorno del dolore. Lanciano, Fossacesia e Altino piangono Barchiesi, 50 anni, vittima del colpo inferto da un 18enne. I colleghi del reparto verniciatura di Stellantis avviano una raccolta fondi per aiutare la famiglia

LANCIANO. Tre comunità unite nel dolore e strette ai familiari di Diomede Barchiesi. Nel giorno dell'ultimo saluto al papà cinquantenne, colpito a morte dal pugno sferrato da un diciottenne, le amministrazioni comunali di Lanciano, Altino e Fossacesia hanno proclamato il lutto cittadino. Bandiere a mezz'asta, saracinesche abbassate e musica spenta dalle 16 alle 18 di oggi, mentre nella cattedrale della Madonna del Ponte saranno celebrate le esequie.

La morte di Diomede ha suscitato una profonda partecipazione emotiva, diventando una tragedia collettiva. Interpretando i sentimenti di cordoglio e commozione dei loro concittadini, i sindaci Filippo Paolini (Lanciano), Vincenzo Muratelli (Altino) ed Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia) hanno proclamato nei rispettivi comuni il lutto cittadino in concomitanza con i funerali, che saranno celebrati alle 16 nella cattedrale della città frentana. I tre primi cittadini parteciperanno in forma solenne alla cerimonia funebre.

Diomede Barchiesi era originario di Altino, a Lanciano aveva stabilito la sua nuova residenza, mentre Fossacesia, luogo spensierato di villeggiatura e vacanze, è adesso legato alla sua tragica fine. Qui, sul lungomare, è avvenuta l'aggressione fatale nella notte di domenica 9 agosto. Dopo cinque giorni di coma, venerdì 14 Diomede è deceduto. Una morte che ha profondamente colpito la cittadinanza dei tre comuni.

Da qui la scelta di un segno di vicinanza: dalle 16 alle 18 cittadinanza e operatori economici sono invitati ad osservare un momento di raccoglimento e rispetto, evitando attività ludiche, festose o rumorose. Ai titolari di attività commerciali, artigianali e di pubblici esercizi viene chiesto un gesto simbolico, un momento di silenzio o il parziale abbassamento delle saracinesche.

A Fossacesia, in particolare, è previsto lo spegnimento della musica nei locali. Nelle ordinanze i sindaci richiamano poi «il valore della vita, della dignità della persona, della solidarietà e del rispetto reciproco, nonché il fermo rifiuto di ogni forma di violenza».

Oggi è il giorno del dolore soprattutto per la moglie e i figli di Barchiesi. L'ultimo gesto della sua vita è stato un atto d'amore verso di loro, l'impulso naturale di proteggerli. «Sei stato un padre esemplare, una guida forte e un punto di riferimento», è il messaggio di Allegra, Samuel e Manuel, «la tua improvvisa assenza ci spezza il cuore, ma il tuo amore resterà la nostra forza. Ciao papà...».

E un'onda di affetto e solidarietà continua a travolgere i familiari in queste ore: i colleghi dell'unità di Verniciatura, nello stabilimento Stellantis Atessa dove Diomede lavorava da 27 anni, hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia; dirigenti scolastici, docenti e compagni di scuola dei ragazzi esprimono vicinanza e affetto; e poi ancora i messaggi di cordoglio delle società ciclistiche, della segreteria Fim Cisl Abruzzo-Molise, degli amici d'infanzia.

Nell'attesa che l'inchiesta, coordinata dalla procura di Lanciano e condotta dai carabinieri di Fossacesia e Ortona, faccia luce sui fatti del 9 agosto, si apre una riflessione su giovani e violenza. Ha solo 18 anni l'aggressore di Barchiesi, M.M. di Fossacesia che, a seguito del decesso del 50enne, è indagato per omicidio preterintenzionale. «Sempre più tra gli adolescenti spopola uno stile basato sul farsi valere, sul mostrare di non avere paura e sul confrontarsi in maniera dura con gli adulti», dice don Angelo Giordano, vicario generale dell'arcidiocesi e docente all'istituto De Titta-Fermi, «noi adulti non siamo preparati, molto spesso la nostra unica modalità di azione è quella del rimprovero, di dire “ai nostri tempi non ci saremmo permessi”. Non abbiamo altri strumenti per fronteggiare questa deriva culturale, fomentata da musica trap e social. È arrivato il momento di chiedere aiuto», conclude don Angelo che oggi celebrerà il funerale insieme a don Alessio Primante, «di consultare gli esperti, che possano aiutarci a capire come parlare ai nostri ragazzi».