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20 agosto

20 Agosto 2026

Oggi, ma nel 1949, sul circuito automobilistico di Silverstone, nel Northamptonshire britannico, Alberto Ascari, di 31 anni, spingendo oltre il limite la Ferrari 125 F1, si aggiudicava la prima edizione del British racing driver’s club international trophy dopo aver chiuso i 189 chilometri della gara davanti ai connazionali Nino Farina su Maserati e Gigi Villoresi su un’altra rossa di Maranello. Il futuro due volte campione del mondo della massima divisione a quattro ruote a motore, il 7 settembre 1952 e il 13 settembre 1953, sempre al volante di monoposto del “Drake”, milanese del 1918, verrà ritenuto uno degli assi della storia del Circus. Rimarrà il solo driver del Belpaese con due allori nel palmares.

Aveva esordito come pilota, il 28 giugno 1936, con una Sertum nella 24 ore che attraversava l’Italia del nord. E la prima vittoria, sul tracciato del Lario, il 4 luglio di quel 1936. Memorabili rimarranno i duelli di “Ciccio” Ascari (nella foto, particolare), come era soprannominato, con l’argentino d’Abruzzo Juan Manuel Fangio, cinque volte detentore del titolo iridato: il 28 ottobre 1951, su Alfa Romeo, il 24 ottobre 1954, su Maserati, l’11 settembre 1955, su Mercedes, il 2 settembre 1956, su Ferrari, l’8 settembre 1957, ancora con una vettura della casa del tridente. Ascari morirà nello stesso modo del padre Antonio, asso degli anni '20 scomparso, il 26 luglio 1925, a Linas, su Alfa Romeo, per l'incidente avuto nel Gran premio di Francia.

Ascari junior, infatti, si spegnerà a 37 anni, il 26 maggio 1955, nell'autodromo di Monza, capovolgendosi testando la Ferrari 750 sport in vista del Supercortemaggiore. Quest'ultimo sarà l’importante gran premio del 3 giugno di quel ’55, organizzato dall’Agip per promuover la benzina speciale raffinata con materiale estratto nel giacimento petrolifero di Cortemaggiore, in provincia di Piacenza.