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3 ottobre

3 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1954, a Bologna, in piazza Maggiore, con funzione religiosa domenicale della durata di 7 ore, dalle 15 alle 22, Giacomo Lercaro, arcivescovo cittadino in carica dal 19 aprile ’52, consacrava la chiesa di San Petronio, patrono cittadino, dopo 600 anni dall’avvio delle pratiche per la posa della prima pietra, iniziate il 7 giugno 1354, e la solenne cerimonia liturgica si concludeva con l’arrivo, tra la folla dei fedeli, dei 12 cortei provenienti dalle porte cittadine recanti le reliquie dei martiri. L’amministrazione comunale, antica proprietaria dell’immobile fino alla sigla dei Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929 tra Stato fascista e Santa sede, era rappresentata dal sindaco comunista Giuseppe Dozza. Tutta l’operazione (nella foto, particolare, il cardinal Lercaro intento a benedire le mura esterne con il ramoscello d’ulivo) sorprendeva i bolognesi che, in maggioranza, erano convinti che la chiesa fosse stata sottoposta a consacrazione già da tanto.

L’edificio, in stile tardo gotico italiano, di 132 metri di lunghezza, 60 di larghezza, 44,7 d’altezza sulla volta e 51 sulla sommità anteriore, era stato più o meno completato nel 1663. Nel senso che l'avanzamento dei lavori ad un certo punto si fosse interrotto sostanzialmente per mancanza di fondi, ma anche per questioni politiche interne al Vaticano. Poi, praticamente a ridosso, gli era stato creato l’Archiginnasio, opera dell’architetto Antonio Morandi, in stile manierista, altra struttura simbolo per i bolognesi. Che era stata inaugurata, il 21 ottobre 1563, inizialmente quale sede dell’antica università degli studi Alma Mater e, dal 3 febbraio 1846, come scrigno deputato ad ospitare la raccolta di volumi della biblioteca civica. Il luogo del culto petroniano, caratterizzato anche dalla facciata metà in marmo e metà di mattoni, in quanto rimasta ultimata a metà, era stato progettato, originariamente, dall’architetto bolognese Antonio Di Vincenzo con la consulenza di padre Andrea Manfredi da Faenza.

Il 21 febbraio 1508 la chiesa era stata impreziosita dalla grande statua in bronzo di Papa Giulio II, realizzata da Michelangelo Buonarroti, ma poi il capolavoro era stato distrutto dai seguaci della famiglia feudale Bentivoglio. Tra le curiosità, San Petronio aveva ospitato, il 24 febbraio 1530, l’incoronazione ad imperatore del Sacro romano impero di Carlo V d’Asburgo da parte del pontefice Clemente VII.