Ortona, l’incendio dopo i fuochi d’artificio: «Mai più nel Castello Aragonese»

Veduta dall’alto del costone annerito dietro il Castello Aragonese

19 Agosto 2026

Il sindaco Di Nardo ha invitato a una «riflessione sul futuro». E sui social il coro è unanime. Canosa: «C’era erba secca e non irrigata». Marchioli: «Pronta un’interrogazione»

ORTONA. «Mai più i fuochi al Castello Aragonese». È la richiesta che, dopo l’incendio di domenica notte, si sta facendo largo in una parte della città, anche sui social. Le immagini dall’alto del costone annerito, con le fiamme che hanno lambito uno dei simboli di Ortona dopo i fuochi di San Rocco, hanno impressionato i cittadini e riaperto il dibattito sul futuro degli spettacoli pirotecnici in quell’area. Una rinuncia pesante sul piano della tradizione, ma che molti ritengono ormai necessaria dopo lo spavento vissuto.

Intanto proseguono le verifiche sul Castello e sul colle. Ieri il sindaco Angelo Di Nardo ha sentito la Soprintendenza, che nei prossimi giorni effettuerà un sopralluogo sul bene culturale. Ma serviranno anche approfondimenti sulla stabilità del costone: l’incendio ha distrutto tanta vegetazione e il terreno ha assorbito molta acqua durante lo spegnimento. Un quadro da valutare sotto il profilo geologico, soprattutto in vista delle future piogge. Sul tema dei fuochi, del resto, è lo stesso Di Nardo ad aver già aperto alla possibilità di cambiare sede: «Purtroppo non è la prima volta che accade e questo certamente impone una riflessione per il futuro».

A intervenire con particolare durezza è l’ex vicesindaca Cristiana Canosa, che nel 2021 finì al centro di pesanti polemiche dopo il grande incendio divampato durante eventi organizzati dall’allora amministrazione. «Lo sciacallaggio lo faccio fare agli altri», dice oggi. «Il primo agosto 2021 sembrava quasi che quell’incendio l’avessi appiccato io. Per questo non mi iscrivo al partito dei colpevolisti». Canosa però non risparmia critiche: «È evidente che qualcosa non sia andato per il verso giusto. La scarpata e le zone intorno andavano pulite e decespugliate, l’erba era completamente secca, e non capisco perché non abbiano rimesso in moto l'impianto di irrigazione, come avevo già chiesto in tempi non sospetti. Andranno verificate eventuali responsabilità, ma sull’approssimazione amministrativa, per me, non ci sono dubbi». Sul futuro l’ex vicesindaca invita a cambiare strada: «Quando amministravamo sperimentammo anche i fuochi senza rumore, dal terrazzo della Sala Eden, con musica di sottofondo. Bisognerà trovare altre soluzioni, anche per andare incontro agli amanti degli animali e a chi non vuole più spettacoli così impattanti e inquinanti. Servono formule più innovative e sostenibili».

Netta anche la posizione del Pd. Il segretario Michele Marchioli chiede che l’area del Castello «sia interdetta agli spettacoli pirotecnici», per il rischio incendi e per la natura «storica, paesaggistica e identitaria» del sito. I dem annunciano un’interrogazione al sindaco per conoscere valutazioni del rischio, autorizzazioni e misure preventive adottate, ricordando anche la presenza, sotto l’area, di una condotta di benzina collegata al vicino deposito Eni. Anche Avs ha chiesto di ripensare gli spettacoli pirotecnici. E Francesco Bando, segretario locale di Italia Viva, rilancia invece l’ipotesi dei fuochi in mare, precisando che altrove si utilizzano involucri biodegradabili o in cartone riciclato e cariche prive di metalli pesanti e sostanze inquinanti. Il dibattito è ormai aperto.

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