Oggi si decide sul sito Honeywell Il piano Emarc in prima linea

ATESSA . Si decide oggi, alle 14, a Roma il destino dello stabilimento Honeywell, svuotato dalla scorsa primavera di ogni maestranza e a poco a poco di tutti i macchinari e i codici per la...
ATESSA . Si decide oggi, alle 14, a Roma il destino dello stabilimento Honeywell, svuotato dalla scorsa primavera di ogni maestranza e a poco a poco di tutti i macchinari e i codici per la realizzazione di turbocompressori per auto di media e alta cilindrata. Oggi è convocato il tavolo nella sede del ministero dello Sviluppo economico per la presentazione ai sindacati e ai rappresentanti istituzionali abruzzesi del piano industriale definitivo dell’azienda che occuperà il posto della Honeywell, ormai delocalizzata in Slovacchia. Si dovrebbe trattare quasi sicuramente della Emarc, ditta specializzata nella produzione di componenti per l’industria automobilistica che dal 2017 fa parte del gruppo Baowu, uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio. Ma prima di sancire il definitivo passaggio di consegne tra la Honeywell e la nuova azienda (quest’ultima acquisirà gratuitamente lo stabilimento così come definito nell’accordo sottoscritto al Mise il 16 febbraio scorso) la Fim, tramite il delegato Primiano Biscotti, chiede di definire alcuni passaggi. «Alcune problematiche da tempo sottoposte alla direzione Honeywell e al Mise non hanno avuto a oggi una soluzione positiva», scrive la Fim, «preghiamo di impegnarvi a trovare soluzioni in tempi brevi sul mancato pagamento del Tfr dei lavoratori usciti a giugno, sul mancato pagamento dei contributi dei mesi di maggio e giugno, sulla comunicazione all’Inps per la copertura contributiva di alcune settimane risultate scoperte e sul mancato pagamento dei buoni welfare da 150 euro come previsto dal contratto».
Intanto si alimentano le speranze per la scelta, da parte del Mise e della stessa Honeywell, dell’azienda che dovrà traghettare in acque lavorative e retributive più certe gli oltre 300 dipendenti rimasti senza lavoro. Quella della Emarc è sembrata a tutti la soluzione più percorribile. Il progetto industriale presentato nelle scorse settimane prevedeva di concentrare in Val di Sangro, a due passi dal cliente principale dell’azienda, la Sevel, la produzione di componenti automobilistici in acciaio. Gli investimenti previsti sarebbero di circa 8,5 milioni di euro. Entro sei mesi la Emarc sarebbe disposta ad assumere 72 lavoratori; nei primi 9 mesi sarebbero assunti altri 29 dipendenti e nei primi 12 mesi altri 9 lavoratori per un totale di 110 dipendenti. Nella seconda fase del progetto presentato dal gruppo Baosteel, si prevede la realizzazione di un centro servizi di taglio dell’acciaio con l’implementazione di 3 nuove linee produttive per un investimento di circa 13 milioni di euro. Il piano assunzioni della seconda fase prevede l'assunzione di 52 dipendenti. Tutte le assunzioni per il personale diretto di produzione sarebbero a tempo indeterminato, per tutti gli altri assunti sono previsti contratti a tempo determinato per i primi sei mesi per poi passare a tempo indeterminato.
Daria De Laurentiis
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