Olio, vino, frutta e latte Gli agricoltori ripartono

27 Maggio 2020

Tilli, presidente provinciale di Coldiretti, fa il punto nel Chietino: imprese in difficoltà Azzerate le esportazioni, cancellate le prenotazioni negli agriturismi: «Subito aiuti»

CASOLI. È uno dei comparti, tra i tanti, che ha subito le conseguenze della pandemia da coronavirus: il settore agricolo ha rischiato il tracollo ma è pronto a ripartire con aiuti mirati. Molte le cause che hanno influito negativamente: si va dalla mancata ricezione delle strutture ristorative e alberghiere, per quanto riguarda soprattutto il vino, alla difficoltà nella ricerca e gestione della manodopera agricola.
Nel periodo delle misure di contenimento abbiamo assistito a un doppio e contrastante fenomeno: scaffali dei supermercati vuoti e piante cariche di frutti deperiti. Il mondo agricolo però non si mai fermato nonostante l’emergenza e ha continuato a garantire l’approvvigionamento. Un quadro della situazione è fornito da Pier Carmine Tilli, presidente Coldiretti Chieti: «Con l’emergenza Covid l’agricoltura ha confermato il suo valore strategico in qualità di produttrice di uno dei beni principali del Paese: il cibo. Ma questo non vuol dire che l’emergenza non abbia creato problemi, tutt’altro. In Abruzzo, ed anche in provincia di Chieti, molte filiere sono in profonda crisi: i settori vitivinicolo e olivicolo, tra i più prestigiosi della provincia, hanno visto bloccate tutte le esportazioni nonché la richiesta interna di prodotto a causa del blocco del settore ho.re.ca. (hotel-ristoranti-catering) con crollo degli ordini pari al 75%, il settore lattiero caseario sta soffrendo il calo della richieste sul prodotto fresco e le difficoltà logistiche collegate ai ritiri e alla vendita con la forte speculazione proveniente dall’estero».
Ma è emergenza anche per il florovivaismo, per l’orticoltura e l’agriturismo che ha risentito della chiusura delle attività con la cancellazione del 100% delle prenotazione per il periodo primaverile ed estivo. «La situazione è complessa e drammatica. È per questo che a livello nazionale», precisa Tilli, «abbiamo presentato una serie di misure specifiche per tutti i settori. A livello generale abbiamo chiesto la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi e degli adempimenti tributari, l’indennità di 600 euro per gli operai agricoli, per i coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali, oltre naturalmente alla sospensione delle rate dei mutui». Per l’agricoltura la proposto è di uno specifico “piano Marshall” con recupero e l’utilizzo delle risorse per lo sviluppo rurale partendo dalle risorse non spese. «Sono premesse fondamentali per il futuro dell’agroalimentare che dovrà avere un obiettivo specifico: la sempre maggiore promozione e la fondamentale tutela della qualità del made in Italy. A livello locale», conclude Tilli, «è necessario un impegno determinante da parte delle amministrazioni per la sburocratizzazione e lo snellimento delle procedure amministrative, che mai come oggi è fondamentale per poter costruire il futuro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA